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Art. 137 Codice di Procedura Penale — Sezione Settima Penale

Altri anni per Art. 137 Codice di Procedura Penale

Reato Continuato: Piano Criminale o Abitualità? La Cassazione Chiarisce
Un condannato ha chiesto il riconoscimento del "Reato continuato" per una serie di condanne relative a reati diversi, tra cui evasione fiscale e percosse. Il Giudice dell'esecuzione ha respinto la richiesta, ritenendo che i fatti non fossero frutto di un unico "disegno criminoso", ma piuttosto di una "abitualità criminosa". La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso del condannato inammissibile. La Corte ha ribadito che spetta al condannato dimostrare l'esistenza di un piano criminale unitario, non bastando la sola vicinanza temporale dei reati.
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Mancata firma verbale d’udienza: il processo resta valido
Il Ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello lamentando la mancata firma verbale d'udienza da parte del pubblico ufficiale che lo aveva redatto. Secondo la difesa, questa omissione formale avrebbe dovuto invalidare l'intero processo penale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che l'assenza della sottoscrizione sul verbale da parte dell'ausiliario non comporta la nullità del giudizio, a meno che non venga dimostrato un effettivo pregiudizio per l'attività di difesa o per quella del giudice. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile per reingresso clandestino
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero condannato per essere rientrato illegalmente in Italia dopo un provvedimento di espulsione. La Corte ha stabilito che il comportamento, avvenuto in modo clandestino e con altri soggetti, ha destato un particolare allarme sociale, escludendo così l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. È stata respinta anche la censura relativa alla mancata assistenza di un interprete, poiché non era mai stato specificato che l'imputato non comprendesse la lingua italiana.
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Ricorso inammissibile: i limiti dell’appello in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un cittadino straniero contro una condanna della Corte d'Appello. I motivi dell'inammissibilità risiedono nella riproposizione di censure già respinte, nella presentazione di nuove doglianze non sollevate in appello e nell'infondatezza delle argomentazioni, soprattutto alla luce dei numerosi precedenti penali dell'imputato che escludevano l'applicazione di benefici come la particolare tenuità del fatto.
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