La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che aveva aumentato la pena di un condannato in sede di rinvio, violando il divieto di reformatio in peius. Il caso riguardava la rideterminazione della pena per più reati uniti dal vincolo della continuazione. Inizialmente fissata a 29 anni e 10 mesi, la pena era stata illegittimamente innalzata a 30 anni dal giudice del rinvio. La Suprema Corte ha ribadito che, a seguito di un ricorso del solo imputato, la nuova decisione non può mai essere peggiorativa della precedente.
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