Cinque comproprietari di un terreno sono stati condannati a tre mesi di arresto per il reato di inosservanza dei provvedimenti dell'autorità (art. 650 c.p.), per non aver ripulito il fondo dai rifiuti come ordinato dal Sindaco per motivi igienico-sanitari. I proprietari hanno fatto ricorso in Cassazione contestando la validità della notifica, consegnata a una sola familiare, e sostenendo che il terreno fosse sotto sequestro penale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. I giudici hanno chiarito che la notifica a un familiare convivente è pienamente valida in base all'apparenza della situazione e che il sequestro era già cessato al momento dell'ordine. I ricorrenti sono stati condannati anche al pagamento delle spese processuali.
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