La vicenda nasce da un sistema di false fatturazioni tra una società sportiva e una ditta esterna, volto a creare fondi neri per pagare gli atleti in nero. La Cassazione ha confermato la responsabilità per associazione a delinquere e reati tributari dei soggetti coinvolti. Tuttavia, accogliendo parzialmente i ricorsi di due imputati, la Corte ha stabilito che la confisca per equivalente non può essere disposta per le annualità d'imposta ormai estinte per prescrizione. Inoltre, ha ribadito il divieto di peggiorare la situazione dell'imputato in appello senza ricorso del pubblico ministero. Di conseguenza, ha ridotto la somma confiscata a un imputato e ha rinviato la posizione di un'altra alla Corte d'appello per ricalcolare la pena e la misura del sequestro.
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