Un consorzio di bonifica territoriale ha notificato una cartella esattoriale a un contribuente per il pagamento di contributi consortili relativi a opere irrigue. Il contribuente ha impugnato l'atto e i giudici tributari regionali hanno dichiarato inammissibile l'appello del consorzio. Secondo i giudici d'appello, l'ente era inesistente a causa della riforma regionale di accorpamento nei nuovi macro-enti. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione. I giudici di legittimità hanno chiarito che la legge di riforma ha valore programmatico e non cancella subito i vecchi enti. Durante la fase transitoria, i consorzi originari mantengono la piena legittimazione ad agire e a riscuotere i tributi. Di conseguenza, la Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente, confermando la piena validità della sua richiesta impositiva fino al completamento definitivo della riorganizzazione.
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