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Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. nr. 115 del 2002

Coltivatore Diretto: i requisiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 10068/2024, ha rigettato il ricorso di un'imprenditrice agricola, confermando la sua qualifica di coltivatore diretto e il conseguente obbligo contributivo verso l'INPS. La Corte ha chiarito che la qualifica non dipende solo da calcoli matematici sul fabbisogno di manodopera, ma da una valutazione complessiva dell'attività, includendo l'estensione dei terreni e la competenza professionale. È stato inoltre ribadito il principio del "rigetto implicito", secondo cui una pretesa si intende respinta quando la decisione finale è incompatibile con il suo accoglimento, anche senza una menzione esplicita.
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Onere della prova contributi: la Cassazione decide
Una società ha impugnato una cartella esattoriale per contributi non versati. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha rigettato il ricorso. È stato ribadito il principio sull'onere della prova contributi: l'ente previdenziale deve provare i fatti alla base della sua pretesa, ma il datore di lavoro ha il dovere di contestare in modo specifico e dettagliato, non generico, fornendo prova di eventuali circostanze che estinguono o modificano il debito. La contestazione generica è stata ritenuta insufficiente.
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Imposta Unica Scommesse: la Cassazione decide
Una società di scommesse estera ha contestato l'applicazione dell'Imposta Unica Scommesse, sostenendo fosse discriminatoria secondo il diritto UE. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'imposta si applica a tutti gli operatori che raccolgono scommesse in Italia, anche senza concessione. È stata inoltre ribadita la responsabilità solidale tra il bookmaker estero e i centri di trasmissione dati locali per gli anni d'imposta in questione.
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Specificità del ricorso: Cassazione e inammissibilità
La Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante il riconoscimento di contratti di piccola colonia. La decisione sottolinea il principio della specificità del ricorso: i motivi di impugnazione non possono limitarsi a criticare la valutazione dei fatti del giudice di merito, ma devono individuare precise violazioni di legge. La mancanza di tale specificità ha determinato l'esito del giudizio.
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Imposta unica scommesse: Cassazione e operatori esteri
Un bookmaker estero ha contestato avvisi di accertamento per l'imposta unica sulle scommesse relativa agli anni 2010-2013, sostenendo la non debenza del tributo per mancanza di concessione e la violazione del diritto UE. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'imposta unica scommesse è dovuta da chiunque raccolga scommesse sul territorio italiano, a prescindere dalla concessione. La Corte ha confermato la solidarietà paritetica tra il bookmaker estero e i centri di trasmissione dati locali, escludendo qualsiasi discriminazione ai sensi del diritto unionale.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera, confermando la legittimità dell'applicazione dell'imposta unica scommesse per l'anno 2012. La Corte ha stabilito che la normativa non viola il diritto UE e che sussiste la responsabilità solidale tra il bookmaker estero e il centro di trasmissione dati operante in Italia, anche in assenza di concessione.
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Imposta unica scommesse: il bookmaker estero paga
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22205/2024, ha stabilito che l'imposta unica scommesse è dovuta anche dai bookmaker esteri che operano in Italia senza la necessaria concessione statale. Il caso riguardava una società di scommesse straniera che contestava avvisi di accertamento per gli anni 2008-2009. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che la normativa italiana non viola i principi dell'Unione Europea sulla non discriminazione e sulla libera prestazione di servizi. È stato chiarito che la tassazione si applica a chiunque raccolga scommesse sul territorio italiano, indipendentemente dalla sede legale dell'operatore o dal possesso di una concessione. La Corte ha inoltre escluso la necessità di un contraddittorio preventivo per questo tipo di imposta e ha distinto la responsabilità fiscale da quella penale.
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Imposta unica scommesse: Cassazione e bookmaker esteri
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'applicazione dell'Imposta unica sulle scommesse a un bookmaker estero operante in Italia senza concessione tramite centri di trasmissione dati. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che il presupposto impositivo si realizza sul territorio italiano, escludendo violazioni del diritto UE e confermando la solidarietà paritetica tra bookmaker e centro locale.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide su operatori
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9415/2024, ha rigettato il ricorso di una società estera operante nel settore delle scommesse, confermando la sua responsabilità per l'imposta unica scommesse relativa all'anno 2010. La Corte ha stabilito che la tassa non è discriminatoria secondo il diritto dell'Unione Europea, in quanto si applica a tutte le scommesse raccolte sul territorio italiano, indipendentemente dalla sede dell'operatore. È stata inoltre confermata la responsabilità solidale tra il bookmaker estero e il centro di trasmissione dati locale, chiarendo che la parziale incostituzionalità della norma per i periodi antecedenti al 2011 riguarda solo la posizione del centro locale e non esonera il bookmaker estero dal pagamento del tributo.
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Raddoppio termini: Cassazione su IRAP e accertamento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9054/2024, ha stabilito un importante principio in materia di accertamento fiscale. Il caso riguardava una società e un suo socio che avevano impugnato avvisi di accertamento per IRES, IRAP e IVA. La Corte ha chiarito che il raddoppio dei termini per l'accertamento, previsto in caso di reati fiscali, non si applica all'IRAP, poiché le violazioni relative a tale imposta non sono presidiate da sanzioni penali. La sentenza ha inoltre affrontato la legittimità dell'accertamento induttivo e l'ammissibilità delle censure relative alle sanzioni in appello.
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Motivazione apparente: quando la Cassazione la esclude
Una cooperativa sociale ha impugnato un recupero contributivo da parte dell'ente previdenziale, lamentando una motivazione apparente nella sentenza di secondo grado. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, specificando che, dopo la riforma del 2012, il vizio di motivazione è censurabile solo in casi di grave anomalia, come la totale assenza di ragioni o l'incomprensibilità. Nel caso specifico, la decisione impugnata rispettava il "minimo costituzionale", poiché le ragioni del diniego dei benefici (mancato rispetto dei contratti collettivi) erano chiaramente esposte, rendendo il ricorso infondato.
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Interpretazione contrattuale: limiti del giudice merito
Un fondo pensione ha citato in giudizio diverse società per presunti contributi non versati, sostenendo che un vecchio accordo di cessione aziendale implicasse l'adesione piena al fondo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'interpretazione contrattuale è un accertamento di fatto riservato al giudice di merito. Il sindacato di legittimità non può sostituire la propria valutazione a quella del giudice, a meno che non vengano violate specifiche norme ermeneutiche, cosa che il ricorrente non è riuscito a dimostrare.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due società estere operanti nel settore delle scommesse, confermando la loro soggezione all'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2008. La Corte ha stabilito che chiunque gestisca la raccolta di scommesse sul territorio italiano è soggetto passivo d'imposta, indipendentemente dal possesso di una concessione statale o dalla sede legale all'estero. La decisione chiarisce che la responsabilità tra il "bookmaker" estero e il centro di trasmissione dati locale è di tipo paritetico e che la normativa italiana non viola i principi di non discriminazione del diritto dell'Unione Europea.
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