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Art. 13, comma 1 quater del d.P.R. del 30.05.2002 n.115

Opposizione stato passivo: onere della prova creditore
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale contro l'esclusione di due crediti dallo stato passivo di una società in amministrazione straordinaria. La decisione conferma che, nell'ambito di un'opposizione stato passivo, il creditore ha l'onere non solo di produrre le prove, ma di indicarle specificamente nell'atto di opposizione. Il giudice non è tenuto ad acquisire d'ufficio documenti non richiamati, anche se già presenti nel fascicolo della procedura. La mancata contestazione da parte del curatore non è sufficiente a provare il credito, poiché il giudice ha il dovere di verificare d'ufficio la sussistenza dei fatti costitutivi del diritto.
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Ricorso straordinario cassazione: quando è inammissibile
Una società in concordato preventivo ha impugnato un decreto che imponeva l'autorizzazione giudiziale per operazioni superiori a una certa soglia. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso straordinario cassazione inammissibile, poiché il provvedimento era meramente organizzativo e privo dei caratteri di decisorietà e definitività necessari per l'impugnazione.
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Azione revocatoria donazione: la Cassazione decide
Un figlio riceve immobili in dono dal padre, la cui azienda successivamente fallisce. La Cassazione conferma l'inefficacia del dono verso i creditori. La decisione chiarisce i requisiti per un'azione revocatoria donazione, specificando che per gli atti gratuiti il danno è presunto ed è sufficiente provare la consapevolezza del pregiudizio da parte del debitore. La corte ha respinto le eccezioni procedurali relative alla composizione del tribunale e all'autorizzazione del curatore.
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Compenso professionista fallimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul compenso di un professionista che ha assistito una società prima e dopo la sua dichiarazione di fallimento. La Corte ha confermato la decisione di ridurre del 50% il compenso per l'attività svolta in favore della procedura, motivando che tale attività era in gran parte una continuazione di quella già svolta e retribuita quando la società era in bonis. È stato chiarito che la liquidazione del compenso del professionista del fallimento segue una procedura specifica e non rientra nella verifica ordinaria dei crediti. Entrambi i ricorsi, principale del professionista e incidentale del fallimento, sono stati rigettati.
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Patrocinio a spese dello Stato e spese legali
Un creditore contesta l'ammontare delle spese legali da versare allo Stato, dopo aver perso una causa contro un fallimento ammesso al patrocinio a spese dello Stato. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, riaffermando che la parte soccombente deve pagare le spese legali secondo le tariffe ordinarie e non quelle ridotte previste per il gratuito patrocinio. Questa decisione mira a garantire l'uguaglianza tra le parti e la sostenibilità del sistema di assistenza legale statale.
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Prova presuntiva nel fallimento: la Cassazione chiarisce
Una società fornitrice si oppone all'esclusione del proprio credito dal passivo fallimentare di un'azienda cliente. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso, affermando che la valutazione della prova presuntiva e dei singoli indizi spetta al giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità, se non per vizi logici macroscopici del ragionamento. La decisione sottolinea l'importanza della 'data certa' dei documenti per la loro opponibilità alla procedura fallimentare.
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Accettazione tacita eredità: costituirsi in giudizio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24006/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso degli eredi di un amministratore societario, confermando che la costituzione in giudizio per difendere nel merito l'operato del defunto integra un'ipotesi di accettazione tacita eredità. Il caso riguardava una richiesta di risarcimento danni per mala gestio avanzata dal fallimento della società amministrata dal defunto.
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Prova titolarità credito: onere del cessionario
Una società di cartolarizzazione non ha fornito un'adeguata prova della titolarità del credito dopo una cessione in blocco. La Corte di Cassazione ha confermato che l'onere della prova grava interamente sul cessionario, specialmente quando il credito specifico è contestato e non chiaramente identificabile negli avvisi pubblici della cessione. Il semplice possesso dei documenti del prestito è stato ritenuto insufficiente.
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Recupero aiuti di Stato: chi può agire in giudizio?
La Cassazione ha stabilito che il Commissario Straordinario per il recupero aiuti di Stato non ha legittimazione ad agire in giudizio per l'ammissione al passivo fallimentare. Tale potere spetta all'Agente della Riscossione o all'ente creditore. Il ricorso del Commissario è stato rigettato per carenza di legittimazione attiva.
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Termine dichiarazione fallimento: la Cassazione chiarisce
Una società in liquidazione ha impugnato la propria dichiarazione di fallimento, lamentando errori procedurali e il superamento del termine annuale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo principi chiave sul termine dichiarazione fallimento. È stato chiarito che i giudici possono correggere errori normativi nelle istanze, l'urgenza può giustificare l'abbreviazione dei termini di difesa e, soprattutto, l'anno per dichiarare il fallimento decorre dalla data di iscrizione della cancellazione al registro imprese, concludendosi con la data di pubblicazione della sentenza.
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Opposizione stato passivo: documenti tardivi, stop
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due eredi che, in una procedura di opposizione allo stato passivo di un fallimento, avevano depositato tardivamente i documenti a supporto del loro credito risarcitorio. La Corte ha stabilito che il termine per la produzione documentale è perentorio e la sua inosservanza è rilevabile d'ufficio dal giudice, senza necessità di eccezione della controparte. Il mancato rispetto di tale termine rende i documenti inutilizzabili e la prova del credito inesistente.
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