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Art. 1298 Codice Civile — Anno 2024

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Altri anni per Art. 1298 Codice Civile

Responsabilità appaltatore: no manleva per vizi progetto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Comune contro una società di costruzioni. Il caso riguarda la ripartizione interna della responsabilità per danni a terzi causati da vizi progettuali in un appalto pubblico. La Corte ha stabilito che, in assenza di una specifica clausola contrattuale di manleva, la responsabilità dell'appaltatore non comporta un obbligo di tenere indenne il committente. La responsabilità va divisa secondo le norme generali sulla solidarietà, poiché anche l'appaltatore ha l'onere di verificare il progetto.
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Obbligazione solidale: estinzione del debito per tutti
In un caso di risarcimento danni per turbativa d'asta, la Corte di Cassazione ha chiarito i principi dell'obbligazione solidale. La sentenza stabilisce che se un condebitore estingue il debito tramite compensazione con un proprio controcredito, l'effetto liberatorio si estende a tutti gli altri condebitori. Questo perché la compensazione, avendo natura satisfattiva, soddisfa l'interesse del creditore, estinguendo l'obbligazione per intero e non solo per la quota del singolo. La Corte ha cassato la decisione precedente, rinviando il caso per determinare se l'estinzione del debito sia stata totale o parziale.
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Credito di natura pubblica: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34674/2024, ha confermato che il credito di natura pubblica, vantato da un ente gestore di fondi statali dopo aver onorato una garanzia su un finanziamento a un'impresa, può essere riscosso tramite cartella esattoriale. Dei garanti si erano opposti a tale procedura, sostenendo la natura privatistica del debito originario. La Corte ha rigettato il ricorso, ribadendo che la surrogazione dell'ente pubblico nel diritto della banca trasforma la natura del credito, finalizzandolo al ripristino di risorse pubbliche e legittimando l'uso degli strumenti di riscossione coattiva.
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Fondo Garanzia TFR: Pagamento senza escussione cedente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33951/2024, ha stabilito che in caso di trasferimento d'azienda seguito dal fallimento del datore di lavoro cessionario, il lavoratore ha diritto all'intervento del Fondo Garanzia TFR per l'intero credito, compresa la quota maturata presso il cedente. La Corte ha rigettato la tesi dell'INPS, secondo cui l'obbligazione del Fondo sarebbe sussidiaria, affermando che il lavoratore non è tenuto ad agire preventivamente contro il cedente per ottenere il pagamento.
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Indebito oggettivo: onere della prova e restituzione
La Corte di Cassazione chiarisce l'onere della prova nell'azione di indebito oggettivo. Se una persona effettua un pagamento senza una causa giuridica valida, per ottenerne la restituzione è sufficiente che provi l'avvenuto versamento e alleghi la mancanza di una giustificazione. Spetta poi a chi ha ricevuto la somma dimostrare di averne diritto. In caso contrario, è tenuto alla restituzione dell'intera cifra, anche se proveniente da un conto cointestato.
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Imposta di registro compravendita: chi paga?
La Corte di Cassazione chiarisce che, in una compravendita immobiliare, la clausola che accolla tutte le spese all'acquirente include anche la maggiore imposta di registro compravendita dovuta dopo un accertamento fiscale. Sebbene venditore e acquirente siano solidalmente responsabili verso il Fisco, nei loro rapporti interni prevale l'accordo contrattuale. Pertanto, il venditore che ha pagato la differenza d'imposta ha diritto di regresso verso l'acquirente.
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Donazione diretta e non contestazione: la Cassazione
Un erede ha contestato le somme di denaro trasferite dal padre defunto a due parenti, sostenendo si trattasse di donazioni nulle per difetto di forma. La Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che il trasferimento di denaro tramite assegni costituisce una donazione diretta e che la mancata contestazione specifica sulla proprietà esclusiva dei fondi rende il fatto provato.
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Responsabilità amministratori: nuove prove in appello
Una società bancaria ha citato in giudizio i suoi ex amministratori e sindaci per gravi violazioni nella gestione, chiedendo un cospicuo risarcimento danni. Dopo una condanna in Appello, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza. Il motivo principale riguarda l'inammissibilità di documenti cruciali prodotti dalla banca solo in fase di appello, violando le regole processuali. La Suprema Corte ha chiarito che la produzione di nuove prove in appello è severamente limitata e che tale violazione invalida la consulenza tecnica e la decisione basata su di essa. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce dei principi sulla responsabilità amministratori e sindaci e sulle prove ammissibili.
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Responsabilità del custode: quando sei esonerato?
Un'ordinanza della Cassazione analizza la responsabilità del custode in un complesso caso di incendio causato da una canna fumaria difettosa. La Corte annulla la decisione di merito che aveva esonerato i proprietari, chiarendo che la colpa di terzi (costruttore, direttore lavori) non costituisce automaticamente un caso fortuito. Viene sottolineata l'importanza di valutare la condotta del custode stesso, che con le sue azioni o omissioni può contribuire al danno, interrompendo il nesso causale con le colpe originarie.
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Responsabilità da custodia: uso esclusivo e proprietà
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità da custodia di un bene non dipende solo dalla proprietà formale, ma dal potere di fatto e dal controllo effettivo esercitato su di esso. In un caso di infiltrazioni provenienti da un'area di proprietà comunale, ma ad uso esclusivo di un condominio, quest'ultimo è stato ritenuto responsabile. La Corte ha chiarito che, se più soggetti sono responsabili, il danneggiato può chiedere l'intero risarcimento a uno solo di essi, in base al principio di solidarietà.
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