La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46018/2024, dichiara inammissibili i ricorsi di tre imputati condannati per usura ed estorsione. La decisione si sofferma sugli effetti del concordato in appello, che implica la rinuncia ai motivi di ricorso, e chiarisce che il rigetto di una proposta di accordo non vizia la sentenza se la difesa ha comunque presentato conclusioni nel merito. La Corte ribadisce inoltre i limiti del giudizio di legittimità, che non può riesaminare i fatti, e l'inammissibilità del ricorso contro il diniego di accesso alla giustizia riparativa.
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