Una banca richiedeva il pagamento di oltre quattrocentomila euro ad alcuni fideiussori a garanzia dei debiti di una società. I garanti si opponevano contestando la nullità delle fideiussioni per violazione antitrust, nonché l'applicazione di usura e anatocismo sui conti correnti. Dopo il rigetto dell'appello, i fideiussori proponevano ricorso per cassazione, affermando negli atti che la sentenza d'appello era stata loro notificata. Tuttavia, i debitori omettevano di depositare la relata di notifica della decisione impugnata e notificavano il ricorso oltre sessanta giorni dalla pubblicazione del provvedimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso del tutto improcedibile, condannando i garanti al pagamento delle spese legali e al raddoppio del contributo unificato, senza esaminare i motivi su fideiussioni e tassi bancari.
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