Il caso riguarda un cittadino che ha richiesto l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato dichiarando un reddito familiare annuo di soli tremila euro per cinque persone. Tuttavia, i giudici hanno respinto la richiesta rilevando un tenore di vita del tutto incompatibile con tale dichiarazione: la famiglia possedeva infatti tre veicoli, tra cui un'auto recente del valore di oltre ventinovemila euro, e registrava consumi elettrici elevati. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici di legittimità hanno stabilito che il magistrato può legittimamente negare il beneficio basandosi su presunzioni semplici, come il possesso di beni di lusso o incompatibili con la povertà dichiarata, senza dover necessariamente attendere le verifiche della Guardia di Finanza. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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