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Art. 1243 Codice Civile — Anno 2026

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Altri anni per Art. 1243 Codice Civile

Giudicato esterno: limiti e valore nelle liti civili
La Corte di Cassazione chiarisce che il giudicato esterno derivante da un decreto ingiuntivo non opposto preclude ogni futura contestazione sulla validità del contratto. Tuttavia, la compensazione di un credito rimane possibile se cambiano le condizioni di esigibilità, come la cessazione del rapporto contrattuale, permettendo un nuovo esame dei fatti.
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Ripetizione dell’indebito e compensazione
La Corte di Cassazione chiarisce che la ripetizione dell'indebito non è esperibile se l'obbligazione si è estinta per compensazione anziché tramite un pagamento materiale. Il caso riguardava due contratti preliminari in cui gli acconti erano stati compensati tra le parti. Poiché manca una prestazione positiva di dare o fare suscettibile di restituzione, l'unica tutela esperibile è l'azione di ingiustificato arricchimento.
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Compensazione giudiziale: quando la chiede il cliente
Un correntista cita in giudizio la propria banca per interessi illegittimi, chiedendo la compensazione giudiziale con il debito vantato dalla banca. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del cliente, confermando che i giudici di merito hanno correttamente disposto la compensazione, proprio perché richiesta dall'attore sin dal primo grado, anche in assenza di una domanda riconvenzionale della controparte.
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Giudicato esterno: come influenza una nuova causa
Un professionista si opponeva a un decreto ingiuntivo di una società editrice, lamentando la mancata consegna di un omaggio e sconti errati. Dopo decisioni sfavorevoli nei primi gradi, la Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso. La Corte ha stabilito che un'altra sentenza definitiva tra le stesse parti, il cosiddetto giudicato esterno, che aveva già accertato le stesse inadempienze, doveva essere presa in considerazione, anche se formatasi dopo la sentenza d'appello. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione alla luce del giudicato esterno.
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Indennità di buonuscita: onorari esclusi dal calcolo
La Corte di Cassazione ha stabilito che gli onorari professionali percepiti da un avvocato dipendente di un ente pubblico non economico non devono essere inclusi nel calcolo della sua indennità di buonuscita. La sentenza conferma la legittimità della richiesta di restituzione delle somme erroneamente versate dall'ente, basandosi sulla rigida interpretazione della normativa speciale che definisce la base di calcolo del trattamento di fine servizio, escludendo voci retributive variabili come gli onorari.
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Travisamento della prova: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un cittadino contro l'INPS in una causa per un assegno sociale. La Corte chiarisce che il motivo del travisamento della prova non può essere utilizzato per ottenere un riesame dei fatti, attività preclusa nel giudizio di legittimità. La decisione si fonda sulla distinzione tra una nuova valutazione del merito e un errore percettivo del giudice, ribadendo i rigidi limiti del ricorso per cassazione.
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Finanziamenti soci: la restituzione in caso di fallimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato la condanna di una socia alla restituzione di ingenti rimborsi di finanziamenti soci ricevuti nell'anno anteriore all'apertura della procedura concorsuale della società, poi fallita. La Suprema Corte ha qualificato l'azione ex art. 2467 c.c. come una revocatoria speciale, ha stabilito che il 'periodo sospetto' va retrodatato all'inizio della prima procedura in caso di consecuzione tra procedure concorsuali e ha escluso la possibilità per la socia di eccepire la compensazione.
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Compensazione debiti: Stato e detenuto, la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che lo Stato può legittimamente operare una compensazione debiti tra le somme dovute a un detenuto a titolo di risarcimento per trattamento inumano (ex art. 35-ter Ord. pen.) e il credito vantato dallo Stato stesso per una pena pecuniaria non ancora riscossa. La Corte ha chiarito che il credito dello Stato diventa certo, liquido ed esigibile con la sentenza di condanna irrevocabile, non essendo necessari successivi atti di esecuzione forzata. Di conseguenza, ha annullato la decisione del Tribunale di sorveglianza che aveva negato la compensazione, rinviando per un nuovo esame del caso.
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