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Art. 1243 Codice Civile — Anno 2023

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Altri anni per Art. 1243 Codice Civile

Compensazione credito: quando opporla nell’esecuzione
Una società cooperativa si opponeva a un'esecuzione forzata promossa da una società fallita, eccependo un controcredito per danni. La Corte di Cassazione ha stabilito che la compensazione credito può essere validamente sollevata in sede di opposizione all'esecuzione se il controcredito non era ancora 'certo' al momento in cui il decreto ingiuntivo è divenuto definitivo. La mera inadempienza della controparte non basta a far sorgere un credito certo, essendo necessario anche il verificarsi di un danno effettivo e quantificabile.
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Contratto di multiproprietà: quando è nullo?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29599/2023, ha dichiarato la nullità di tre contratti preliminari di multiproprietà. La decisione si fonda sulla violazione delle norme a tutela del consumatore, in particolare il D.Lgs. n. 427/1998, per la radicale indeterminatezza dell'oggetto dei contratti. La Corte ha stabilito che non è sufficiente indicare la quota millesimale, ma è necessario specificare dettagliatamente tutti gli elementi essenziali come la descrizione del bene, le condizioni di godimento e i servizi, al fine di garantire una tutela effettiva all'acquirente.
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Patto commissorio: quando il trasferimento di azioni è valido
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29586/2023, ha chiarito le condizioni per determinare la nullità di un trasferimento di partecipazioni societarie per violazione del divieto di patto commissorio. La Corte ha rigettato il ricorso di un debitore che sosteneva la nullità del trasferimento di sue quote a favore del creditore, stabilendo che per configurare un patto commissorio vietato non è sufficiente il trasferimento a scopo di garanzia, ma è necessaria la prova di ulteriori elementi, come la sproporzione tra il valore del bene e l'importo del debito, e un nesso funzionale tra il trasferimento e l'inadempimento. Inoltre, la Corte ha confermato che la prescrizione per la ripetizione degli interessi usurari decorre da ogni singolo pagamento.
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Compensazione credito professionale: limiti e divieti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un notaio che intendeva attuare una compensazione credito professionale trattenendo somme ricevute in deposito cauzionale da una società poi fallita. La Corte ha confermato la decisione d'appello basata su due motivi: primo, il credito del professionista non era di facile e pronta liquidazione; secondo e più importante, l'art. 1246 c.c. vieta la compensazione per crediti derivanti dalla restituzione di cose depositate. Questa seconda ragione, da sola, è stata ritenuta sufficiente a rendere inammissibile il ricorso.
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Compensazione debito detenuto: la Cassazione decide
Un ex detenuto ha richiesto un indennizzo per le condizioni di detenzione inumana subite. Il Ministero della Giustizia ha eccepito la compensazione tra tale somma e un credito vantato nei confronti del detenuto per pene pecuniarie. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di merito, ha ammesso la compensazione debito detenuto, qualificando il ristoro per detenzione inumana come un indennizzo di natura patrimoniale e non come un risarcimento del danno non compensabile.
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Compensazione giudiziale: limiti con clausola arbitrale
Una società appaltatrice si opponeva a un decreto ingiuntivo eccependo un controcredito derivante da un distinto contratto di subappalto, che però conteneva una clausola compromissoria per arbitrato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che non è possibile operare una compensazione giudiziale quando l'accertamento del controcredito è devoluto alla competenza esclusiva di un altro organo giudicante, come un collegio arbitrale. La sentenza chiarisce inoltre quando una richiesta di CTU può essere considerata meramente esplorativa e quindi rigettata.
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