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Art. 123 Codice di Procedura Penale

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Reclamo non giurisdizionale: la decisione della Corte
Un detenuto in regime di 41-bis ha presentato ricorso contro la decisione del Magistrato di Sorveglianza che dichiarava inammissibile il suo reclamo. Il reclamo riguardava il mancato inoltro di un CD-ROM a un altro tribunale. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità, qualificando l'atto come un reclamo non giurisdizionale, poiché non si opponeva a un provvedimento impositivo del magistrato. La Corte ha inoltre specificato che la presentazione di atti su supporto informatico non costituisce un diritto soggettivo del detenuto, ma una mera modalità alternativa a quella cartacea, soggetta a verifica da parte dell'autorità carceraria.
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Deposito opposizione espulsione: dove va presentato?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava inammissibile l'opposizione a un decreto di espulsione. Il caso riguardava un cittadino straniero la cui opposizione era stata ritenuta tardiva. La Corte ha chiarito che il deposito opposizione espulsione va effettuato presso la cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento (giudice 'a quo'), non presso quella del giudice che deve decidere sull'impugnazione (giudice 'ad quem'). Poiché il ricorrente aveva rispettato questa regola, l'opposizione era tempestiva e il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Gratuito patrocinio: requisiti di ammissibilità
La Corte di Cassazione conferma che una domanda di gratuito patrocinio è inammissibile se manca dell'autocertificazione sul reddito o se l'identità del richiedente è incerta. La sentenza chiarisce che i poteri di indagine del giudice non possono sopperire a tali vizi di ammissibilità iniziali. Nel caso di specie, il ricorso di un detenuto, identificato solo tramite rilievi dattiloscopici, è stato respinto proprio perché l'incertezza sulla sua identità impediva le necessarie verifiche patrimoniali.
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Società cooperative fittizie: condanna per frode IVA
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un imprenditore per aver utilizzato un complesso schema di società cooperative fittizie al fine di evadere l'IVA e i contributi. La sentenza chiarisce che tali cooperative, prive di autonomia e gestite di fatto dall'imputato, erano meri schermi per consentire alla società principale di operare a prezzi concorrenziali in danno dell'Erario. Rigettata anche l'eccezione procedurale sulla mancata partecipazione dell'imputato a un'udienza a seguito di un arresto.
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Ne bis in idem: quando non si può eccepire in Cassazione
Una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce i limiti per sollevare l'eccezione del principio ne bis in idem. Il caso riguarda una condanna per occupazione abusiva di un immobile pubblico. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, specificando che il divieto di un secondo processo per lo stesso fatto non può essere eccepito per la prima volta in Cassazione se richiede un'analisi fattuale, riservata ai giudici di merito.
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