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Art. 123 Codice di Procedura Civile — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 123 Codice di Procedura Civile

Procura alle liti: validità e onere della prova
Una società otteneva un decreto ingiuntivo per 80.000 euro. La debitrice si opponeva, contestando la validità della procura alle liti del creditore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che i documenti in lingua straniera sono ammissibili nel processo e che l'onere di provare il difetto di rappresentanza spetta a chi lo eccepisce. La sentenza stabilisce importanti principi sulla validità della procura alle liti in contesti con elementi internazionali.
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Responsabilità della banca: onere della prova decisivo
Un investitore perde due milioni di dollari in un'operazione finanziaria basata su un trust estero. I fondi, trasferiti su un conto gestito da un fiduciario, vengono distratti. L'investitore cita in giudizio l'istituto bancario per complicità, ma la sua domanda viene respinta in tutti i gradi di giudizio. La Cassazione, con l'ordinanza in esame, conferma la decisione, sottolineando come la responsabilità della banca sia stata esclusa per la mancata prova, da parte dell'investitore, del coinvolgimento doloso o colposo dell'istituto. La banca aveva acquisito una dichiarazione scritta in cui il fiduciario affermava che i fondi erano di sua proprietà personale, un elemento che si è rivelato decisivo.
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Garanzia qualità prodotto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la garanzia sulla qualità di un prodotto, anche se deperibile come il vino, è vincolante se prevista da chiare clausole contrattuali. In un caso di cessione di quote di un'azienda vinicola, la Corte ha annullato la decisione di merito che aveva escluso la responsabilità del venditore per un difetto di qualità emerso dopo la vendita. La Suprema Corte ha affermato che le pattuizioni esplicite prevalgono su una presunta accettazione del rischio da parte dell'acquirente, ribadendo l'importanza del tenore letterale del contratto.
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Garanzie cessione quote: prescrizione e vizi dei beni
Una società acquirente ha contestato il minor valore del magazzino di un'azienda vinicola acquisita tramite cessione di quote, a causa della scarsa qualità del vino. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni precedenti, ha stabilito che le garanzie contrattuali sulla consistenza patrimoniale (c.d. business warranties) sono soggette alla prescrizione ordinaria decennale e non a quella breve di un anno prevista per la vendita di beni. Questo principio si applica anche quando il vizio riguarda un bene specifico, come il vino in magazzino, poiché l'oggetto della vendita sono le partecipazioni sociali e non i singoli beni.
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Mutuo condizionato: quando non è titolo esecutivo?
Un garante ha contestato un'azione esecutiva basata su un contratto di mutuo i cui fondi non erano stati immediatamente erogati. La Corte d'Appello ha annullato l'azione, ritenendo che il mutuo condizionato non costituisse un valido titolo esecutivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società creditrice perché non contestava il principio giuridico centrale della decisione d'appello, ovvero la necessità della disponibilità immediata della somma ai fini dell'esecutività del titolo.
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Equo premio inventore: no a interessi maggiorati
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19724/2025, interviene su un caso riguardante la determinazione dell'equo premio per un inventore dipendente. La Corte ha stabilito che la nuova normativa sugli interessi legali maggiorati (art. 1284, comma 4, c.c.) non si applica retroattivamente ai procedimenti arbitrali per la quantificazione del premio iniziati prima dell'entrata in vigore della legge nel dicembre 2014. La Suprema Corte ha chiarito che il procedimento arbitrale per la liquidazione del compenso è autonomo rispetto a quello per l'accertamento del diritto, e la sua data di inizio è dirimente per l'applicazione della legge. Di conseguenza, è stata cassata la decisione d'appello che aveva applicato tali interessi maggiorati.
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