LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1225 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Pagina 2 di 2

Altri anni per Art. 1225 Codice Civile

Responsabilità extracontrattuale per danno ambientale
Una società di escavazioni viene incaricata di sbancare un'area, scoprendo che il terreno è inquinato. Il materiale viene trasportato in una cava, il cui proprietario subisce un danno. La Corte di Cassazione conferma la condanna della società di escavazioni, in solido con altri soggetti, per responsabilità extracontrattuale, rigettando le sue difese. La sentenza chiarisce come la movimentazione di terra inquinata costituisca un illecito civile che fonda una responsabilità aquiliana, a prescindere dai rapporti contrattuali esistenti, e stabilisce i criteri per la ripartizione della colpa tra i vari corresponsabili.
Continua »
Inadempimento contratto preliminare: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4268/2024, ha confermato la condanna al risarcimento del danno nei confronti di una promittente acquirente che si era rifiutata di finalizzare l'acquisto di un'azienda. Il caso riguarda un inadempimento contratto preliminare di vendita, dove la parte acquirente aveva sollevato obiezioni pretestuose per non stipulare il rogito. La Corte ha stabilito che il danno subito dal venditore, costretto a vendere a un prezzo inferiore, è una diretta conseguenza del rifiuto ingiustificato, rigettando tutti i motivi del ricorso.
Continua »
Omessa vigilanza: responsabilità e prescrizione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28119/2025, affronta un caso di omessa vigilanza da parte di un'autorità di controllo su un intermediario finanziario fallito. La Corte stabilisce che la domanda di ammissione al passivo fallimentare dell'intermediario interrompe la prescrizione anche nei confronti dell'autorità, data la natura risarcitoria del credito e la responsabilità solidale. Tuttavia, annulla la sentenza d'appello per carenza di motivazione riguardo all'effettiva sussistenza della colpa dell'autorità, rinviando la causa per un nuovo esame.
Continua »
Responsabilità progettista: abusi e nesso causale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27688/2025, ha stabilito un principio fondamentale sulla responsabilità del progettista in caso di abusi edilizi. La Corte ha chiarito che la successiva vendita dell'immobile a terzi non interrompe il nesso di causalità tra la condotta illecita del professionista (l'abuso edilizio) e il danno subito dagli acquirenti finali. Questi ultimi, infatti, subiscono un pregiudizio diretto, come i costi per la sanatoria, che discende direttamente dall'irregolarità originaria. Pertanto, la responsabilità del progettista persiste anche nei confronti di chi acquista l'immobile in un secondo momento, configurandosi come una causa diretta e concorrente del danno.
Continua »
Nesso causale: canone non pagato e risoluzione del mutuo
Una società locatrice ha citato in giudizio l'ente pubblico conduttore, sostenendo che il ritardato pagamento dei canoni di locazione avesse causato la risoluzione del proprio contratto di mutuo ipotecario e chiedendo il risarcimento dei danni. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha dichiarato il ricorso inammissibile. È stato ritenuto insussistente il nesso causale diretto tra l'inadempimento del conduttore e la risoluzione del mutuo, evidenziando inoltre la mancanza di prova del danno effettivo subito dalla società locatrice.
Continua »
Risarcimento danno portabilità: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la perdita del proprio numero telefonico storico a causa dell'inadempimento di un operatore dà diritto a un completo risarcimento del danno, sia patrimoniale che non patrimoniale. Annullando la decisione della Corte d'Appello, che aveva negato il risarcimento sulla base della disponibilità di mezzi di comunicazione alternativi, la Suprema Corte ha chiarito che il danno può essere provato anche tramite presunzioni e liquidato in via equitativa. La mancata portabilità del numero non è un semplice disagio, ma una lesione di un diritto che merita tutela.
Continua »
Risarcimento danno preesistenze: la Cassazione chiarisce
La Cassazione chiarisce i criteri per il risarcimento danno preesistenze. In un caso di malasanità, la Corte stabilisce che il danno va calcolato sottraendo il valore dell'invalidità preesistente e tenendo conto della durata effettiva della vita del danneggiato, se deceduto per cause indipendenti prima della fine del giudizio. Viene inoltre confermato che l'interpretazione letterale del contratto assicurativo è decisiva per individuare i soggetti coperti da polizza.
Continua »
Risarcimento danni banca per credito inesistente
Un'impresa ha ottenuto in Cassazione l'annullamento della sentenza d'appello che le aveva negato un pieno risarcimento danni. Una banca aveva prima ottenuto un decreto ingiuntivo per un credito non ancora esigibile, poi rivelatosi del tutto inesistente, e aveva segnalato l'impresa alla centrale rischi. La Suprema Corte ha stabilito che la domanda di risarcimento doveva essere interpretata in senso ampio, includendo tutti i danni derivanti dalla condotta illecita della banca, e ha criticato il ricorso alla liquidazione equitativa del danno da parte dei giudici di merito, poiché l'impresa aveva fornito prove specifiche del quantum subito.
Continua »
Responsabilità del notaio: nesso causale e danni
Gli eredi di un notaio sono stati citati in giudizio dagli acquirenti di un immobile che hanno subito un'evizione a causa di un'ipoteca non rilevata dal professionista. La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della responsabilità del notaio, stabilendo che non sussiste l'obbligo di risarcire il prezzo di acquisto se questo è stato pagato prima della stipula dell'atto notarile, poiché viene a mancare il nesso di causalità tra la negligenza e il danno. La Corte ha inoltre precisato che l'indennità per occupazione sine titulo non costituisce un "frutto civile", ma un risarcimento del danno, la cui rimborsabilità deve essere valutata secondo i principi generali della responsabilità contrattuale. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Danno da mora: onere della prova e liquidazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22441/2025, interviene sul tema del danno da mora nelle obbligazioni di valore. Il caso riguarda un proprietario terriero che ha subito un danno a causa della condotta di un Comune, il quale aveva esaurito la volumetria edificabile di un comprensorio approvando i piani di altri proprietari. La Corte ha stabilito un nuovo principio di diritto per la liquidazione di tale danno, affermando che deve essere calcolato applicando al capitale rivalutato il saggio di rendimento netto dei BOT annuali, salvo prova di un danno maggiore o minore. Viene così superato il precedente orientamento che liquidava il danno applicando semplicemente il saggio degli interessi legali.
Continua »