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Art. 121 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

Altri anni per Art. 121 Codice di Procedura Civile

Motivazione per relationem: quando è nulla la sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello a causa di una motivazione per relationem ritenuta meramente apparente. I giudici hanno stabilito che il semplice rinvio alla decisione di primo grado, senza un'analisi critica dei motivi di impugnazione, viola l'obbligo di motivazione e determina la nullità della pronuncia per anomalia motivazionale.
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Ricorso per Cassazione: l’assemblaggio di atti è errore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia previdenziale perché redatto tramite "assemblaggio di atti", ovvero la semplice riproduzione di documenti processuali senza una sintesi chiara. Questa tecnica viola il principio di autosufficienza, rendendo il ricorso incomprensibile e addossando alla Corte il compito, non suo, di ricostruire le censure. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese legali.
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Rifiuto trasferimento lavoratore: quando è legittimo?
Un'ordinanza della Cassazione analizza il caso di licenziamento di una dipendente a seguito del suo rifiuto trasferimento lavoratore. La Corte ha stabilito che, anche in presenza di un trasferimento potenzialmente illegittimo, il rifiuto del lavoratore di prendere servizio nella nuova sede deve essere sorretto da buona fede, altrimenti il licenziamento è legittimo. Nel caso specifico, la chiusura totale della sede originaria e la genericità delle motivazioni familiari addotte dalla lavoratrice hanno reso il suo rifiuto contrario a buona fede.
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Inquadramento superiore: ricorso inammissibile
Una fondazione sanitaria ha impugnato in Cassazione la sentenza che riconosceva a una dipendente il diritto all'inquadramento superiore come operatore socio-sanitario. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei giudici di merito. I motivi di inammissibilità risiedono nella formulazione poco chiara degli atti e nel tentativo di ottenere un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità, oltre all'applicazione del principio della "doppia conforme".
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Licenziamento giusta causa per assenza e insubordinazione
La Corte di Cassazione conferma il licenziamento per giusta causa di un dipendente che, durante l'orario di lavoro, si era trattenuto per un'ora e mezza in due bar e aveva risposto in modo inappropriato a un superiore. La Corte ha ritenuto che la condotta complessiva, valutata anche alla luce di precedenti disciplinari, costituisse una violazione talmente grave del vincolo fiduciario da giustificare la massima sanzione espulsiva, a prescindere dalle specifiche previsioni della contrattazione collettiva.
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Frazionamento del credito e giudicato: i limiti
La Corte di Cassazione affronta il tema del frazionamento del credito e del giudicato in un caso di risarcimento per perdita di chance richiesto da dipendenti universitari. L'ordinanza chiarisce che una nuova azione è ammissibile se la precedente domanda di danno, formulata come subordinata, non è stata esaminata nel merito. Al contrario, se la domanda era stata rigettata, il giudicato preclude ogni ulteriore richiesta, anche se relativa a voci di danno differenti ma riconducibili alla stessa causa.
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Licenziamento autoferrotranvieri: la nullità del recesso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di trasporti, confermando la nullità del licenziamento di un dipendente. La sentenza ribadisce un principio fondamentale per il settore: in caso di licenziamento autoferrotranvieri, se il lavoratore chiede l'intervento del Consiglio di disciplina, il datore di lavoro perde il potere di irrogare la sanzione. Qualsiasi licenziamento emesso in violazione di questa procedura è nullo e il lavoratore ha diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro.
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