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Art. 12 sexies legge 7 agosto 1992, n. 356

Confisca denaro: illegittima per reati di lieve entità
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di confisca del denaro a carico di due persone condannate per spaccio di lieve entità. La sentenza chiarisce che, per questi reati, non si applica la confisca allargata che richiede all'imputato di giustificare la provenienza dei beni. È invece necessaria una confisca ordinaria, per la quale spetta all'accusa dimostrare il collegamento diretto tra il denaro e l'attività illecita. Mancando tale prova, il denaro deve essere restituito.
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Confisca allargata: annullato sequestro per beni pagati
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata. Il caso riguardava un immobile intestato alla moglie di un indagato, acquistato con pagamenti effettuati in gran parte prima dell'inizio del periodo in cui si sarebbe consumato il reato associativo contestato. La Corte ha ribadito che spetta all'accusa dimostrare il collegamento cronologico tra l'attività illecita e l'acquisto del bene, sottolineando che tale onere probatorio non era stato soddisfatto.
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Perdita di chance e estorsione: la Cassazione decide
Le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione stabiliscono due principi fondamentali: la perdita di una seria e consistente possibilità di ottenere un bene (perdita di chance) costituisce danno patrimoniale ai fini del reato di estorsione. Inoltre, la condotta di chi allontana con minacce un offerente da un'asta pubblica può integrare sia il reato di turbativa d'asta (art. 353 c.p.) sia quello di estorsione (art. 629 c.p.) in concorso formale, qualora sia provato il danno patrimoniale e l'ingiusto profitto. La decisione scaturisce da un caso di interferenza di stampo mafioso in un'asta immobiliare.
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Ruolo di promotore: prova insufficiente in Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna che attribuiva a un imputato il ruolo di promotore in un'associazione per narcotraffico. La decisione si fonda sulla manifesta insufficienza e contraddittorietà delle prove, in particolare delle dichiarazioni di un coimputato. I riscontri testimoniali sono stati ritenuti inattendibili perché non indipendenti, ma derivanti dalla stessa fonte accusatoria. La Corte ha quindi escluso il ruolo di promotore, rinviando il caso alla Corte d'Appello solo per la rideterminazione della pena sulla base della meno grave qualifica di semplice partecipe.
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Credito ipotecario e confisca: la tutela del terzo
Una società finanziaria, titolare di un credito ipotecario sorto prima del coinvolgimento della società debitrice in attività illecite, ha agito per tutelare i propri diritti su un bene oggetto di confisca. La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, ha annullato la decisione della Corte d'Appello che si era limitata a riconoscere la buona fede del creditore. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice dell'esecuzione, in un caso di credito ipotecario e confisca, non solo deve accertare la buona fede, ma deve anche procedere all'accertamento del credito e alla sua ammissione al pagamento, secondo la specifica procedura normativa, convertendo la garanzia reale in un diritto risarcitorio.
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Preclusione processuale: confisca e giudicato
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un ricorso contro un'ordinanza di confisca. La ricorrente invocava la preclusione processuale derivante da precedenti decisioni in sede di prevenzione che avevano negato la confisca dello stesso bene. La Corte ha respinto la tesi, stabilendo che la confisca penale era legittima perché basata su elementi probatori nuovi e diversi, non valutati in precedenza, superando così l'effetto preclusivo del giudicato.
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