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Art. 12 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

Altri anni per Art. 12 Codice di Procedura Civile

Incremento stipendiale causa servizio: quando matura?
Un dipendente pubblico si è visto negare l'incremento stipendiale per causa di servizio a seguito di una legge che ha abrogato il beneficio. La Corte di Cassazione ha chiarito che il diritto matura al momento della presentazione della domanda di riconoscimento dell'infermità, non alla data della richiesta economica. Avendo il lavoratore presentato la domanda prima dell'abrogazione, il suo diritto è stato salvaguardato, ribaltando la decisione della Corte d'Appello.
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Giurisdizione Giudice Ordinario: il caso del dirigente
Un dipendente pubblico si opponeva alla revoca del suo incarico dirigenziale. La Corte di Cassazione ha chiarito che la giurisdizione del giudice ordinario è competente per tali controversie nel pubblico impiego privatizzato. La Corte ha stabilito che la statuizione sulla giurisdizione del giudice di primo grado, sebbene non specificamente appellata, non era passata in giudicato, poiché l'impugnazione complessiva della sentenza ne implicava la contestazione. Di conseguenza, il caso è stato rinviato per una nuova valutazione nel merito.
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Recesso socio: quando è opponibile ai terzi?
Un socio receduto da una società in nome collettivo (SNC) si opponeva a decreti ingiuntivi promossi da ex dipendenti, sostenendo che il suo recesso, comunicato alla Camera di Commercio, lo liberasse da obbligazioni successive. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso. Ha stabilito che il recesso socio, per essere opponibile ai terzi, richiede l'iscrizione nel Registro delle Imprese, non essendo sufficiente una mera comunicazione o annotazione. Inoltre, la Corte ha chiarito che il rigetto di una precedente istanza di fallimento non costituisce giudicato vincolante sulla validità del recesso.
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Eredi avvocato: IVA e CPA sempre dovuti, la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28796/2025, ha stabilito che gli obblighi fiscali eredi includono il dovere di fatturare e versare IVA e CPA per le prestazioni professionali eseguite dal defunto, anche se gli eredi non sono professionisti. La Corte ha chiarito che tali oneri si trasferiscono per successione 'mortis causa' e sono dovuti per legge. L'ordinanza ha rigettato sia il ricorso principale dei clienti, che contestavano il pagamento di tali accessori, sia quello incidentale degli eredi del professionista, che mirava a un ricalcolo dei compensi sulla base di un maggior valore della causa.
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Reinserimento medico: diritto automatico all’incarico
La Corte di Cassazione ha stabilito che il reinserimento medico convenzionato, dopo un periodo di incompatibilità, non equivale a una nuova candidatura ma al ripristino del rapporto preesistente. L'Azienda Sanitaria Locale non può imporre condizioni o richiedere di attendere la formazione di nuove graduatorie. Di conseguenza, il medico ha diritto immediato all'incarico e al risarcimento per il ritardo. La Corte ha anche chiarito che l'onere di provare l'indisponibilità delle ore lavorative spetta all'Azienda e non al medico.
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Straordinario festivo: basta l’ok implicito del datore
Un dipendente pubblico ha citato in giudizio il Ministero per il mancato pagamento di ore di straordinario festivo. La Corte di Cassazione ha stabilito che per il diritto al compenso non è necessaria un'autorizzazione scritta e formale, ma è sufficiente un consenso implicito del datore di lavoro, desumibile dall'organizzazione del lavoro. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Conflitto di interessi medico: Cassazione inflessibile
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione disciplinare di un mese di sospensione a un medico dirigente per detenzione di quote in una società privata. La sentenza sottolinea che, in materia di conflitto di interessi medico, la mera potenzialità del contrasto è sufficiente a integrare la violazione, essendo l'obiettivo della norma quello di prevenire, e non solo reprimere, tali situazioni. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibili i motivi di ricorso del medico, ribadendo importanti principi processuali sull'onere dell'appello incidentale e sulla valutazione della buona fede e proporzionalità della sanzione.
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