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Art. 12 Codice Civile — Sezione Sezioni Unite Civile

Altri anni per Art. 12 Codice Civile

Scissione Societaria: Imposta di Registro Fissa per la Società Semplice
L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'autoliquidazione dell'imposta di registro in misura fissa per una scissione societaria che coinvolgeva una società semplice. L'Agenzia sosteneva l'applicazione di un'imposta proporzionale, ritenendo che il beneficio della misura fissa fosse legato all'esercizio di attività commerciali o agricole. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia. Ha stabilito che l'imposta di registro per la scissione societaria è sempre in misura fissa per le società, inclusa la società semplice, poiché il requisito dell'attività commerciale o agricola si applica solo agli enti non societari.
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Proroga della concessione idroelettrica: no al rinnovo automatico
Una società energetica ha chiesto la rimodulazione degli incentivi per un impianto, invocando la disciplina spalma-incentivi per ottenere la proroga della concessione idroelettrica per ulteriori sette anni. L'ente regionale ha negato l'estensione, sostenendo che la rimodulazione tariffaria non incida sulla durata del titolo concessorio. Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ha respinto il ricorso della società. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno confermato tale decisione, rigettando il ricorso. La Corte ha chiarito che le norme sugli incentivi regolano solo i profili economici e non comportano alcuna proroga della concessione idroelettrica, la cui durata rimane soggetta alle regole originarie e ai principi europei di concorrenza e temporaneità delle concessioni pubbliche.
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Sanzioni UE e appalti: riorganizzazione del consorzio
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'interpretazione del Consiglio di Stato, che consente a un consorzio di riorganizzarsi per escludere un membro colpito da sanzioni UE e appalti, non costituisce un eccesso di potere giurisdizionale. Il caso riguardava un consorzio, aggiudicatario di una gara pubblica, che includeva una società russa. La stazione appaltante aveva revocato l'aggiudicazione, ma il Consiglio di Stato aveva permesso la riorganizzazione. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro tale decisione, chiarendo che si trattava di un'interpretazione della norma, non della creazione di una nuova legge, e quindi non sindacabile in quella sede.
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Responsabilità manutenzione corsi d’acqua: chi paga?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20084/2024, ha chiarito la ripartizione della responsabilità per la manutenzione dei corsi d'acqua. Nel caso specifico, alcuni agricoltori avevano subito danni a causa dell'esondazione di un torrente. La Corte ha confermato la responsabilità solidale del Consorzio di Bonifica e della Regione, stabilendo che le leggi regionali possono trasferire in modo effettivo i compiti di custodia e manutenzione ai consorzi, rendendoli co-responsabili per i danni derivanti da omessa manutenzione, anche se il corso d'acqua ha origine naturale.
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Decadenza permesso di costruire: demolizione per analogia
La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, ha stabilito l'inammissibilità del ricorso contro una decisione del Consiglio di Stato che confermava l'ordine di demolizione di un immobile. Il caso riguarda la decadenza del permesso di costruire, originariamente concesso a un imprenditore agricolo a condizione del mantenimento della destinazione d'uso. Venuta meno tale condizione, il Comune ha ordinato la demolizione. La Corte ha chiarito che l'applicazione analogica, da parte del giudice amministrativo, delle sanzioni previste per l'annullamento del titolo edilizio (art. 38 D.P.R. 380/2001) alla diversa ipotesi di decadenza del permesso di costruire non costituisce un eccesso di potere giurisdizionale, ma rientra nell'attività interpretativa, non sindacabile in sede di legittimità per motivi di giurisdizione.
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Diritto intertemporale: la Cassazione decide su leggi
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha chiarito un importante principio di diritto intertemporale in materia di concessioni idroelettriche. La Corte ha stabilito che una nuova legge provinciale, più restrittiva, si applica immediatamente a tutte le domande di concessione presentate ma non ancora pubblicate alla data della sua entrata in vigore. La decisione ribalta la sentenza di un tribunale specializzato che aveva accusato l'ente pubblico di un ritardo colpevole, ritenendo applicabile la vecchia normativa. La Cassazione ha affermato che la nuova disciplina deve essere applicata senza eccezioni alle procedure pendenti, cassando la sentenza e rinviando il caso al giudice di merito.
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