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Art. 116 Codice Penale — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 116 Codice Penale

Combustione illecita di rifiuti: da scarti verdi a reato penale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'amministratore di una società di trasporti contro l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. L'indagato era accusato di deposito incontrollato e combustione illecita di rifiuti. La difesa sosteneva che i materiali bruciati fossero semplici scarti vegetali e che la sua presenza sul sito fosse casuale. I giudici hanno invece confermato la sussistenza di gravi indizi: l'indagato è giunto sul posto isolato con un camion aziendale e i rifiuti bruciati comprendevano scarti industriali, come un filtro per la plastica e una targa. La sentenza ribadisce che gli scarti vegetali sono considerati rifiuti se non vengono riutilizzati per scopi agricoli o energetici certificati. Il ricorrente perde la causa e viene condannato a pagare le spese e tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Concorso nel reato: la linea sottile tra complice e spettatore
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a sei anni e quattro mesi di reclusione per un uomo accusato di traffico di stupefacenti. L'imputato sosteneva di non aver partecipato attivamente al reato, invocando la semplice conoscenza dei fatti. Tuttavia, i giudici hanno chiarito che la sua condotta non è stata passiva: l'uomo ha accompagnato il trafficante principale, ha custodito la droga e ha trasportato 175.000 euro nei Paesi Bassi per pagare i fornitori. La Suprema Corte ha stabilito che queste azioni configurano un pieno concorso nel reato e non una semplice connivenza non punibile. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, confermando la condanna e obbligando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Pena proporzionata: Cassazione su recidiva e droga
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per traffico di stupefacenti. La Corte ha stabilito che la pena minima di sei anni prevista per questo reato è una pena proporzionata e conforme ai principi europei. Inoltre, ha confermato la legittimità costituzionale del divieto di far prevalere le attenuanti generiche sulla recidiva reiterata, ritenendo che il giudizio di equivalenza tra le circostanze sia sufficiente a garantire un trattamento sanzionatorio adeguato.
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Recidiva e ruolo apicale: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per traffico internazionale di stupefacenti. La Corte ha confermato la valutazione dei giudici di merito sia sull'aggravante del ruolo apicale dell'imputato nell'organizzazione criminale, sia sulla corretta applicazione della recidiva, ritenuta sintomo di una spiccata e perdurante pericolosità sociale, nonostante la vetustà di alcuni precedenti penali.
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