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Art. 1159 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Altri anni per Art. 1159 Codice Civile

Opposizione di terzo all’esecuzione: vincono i titoli trascritti
Un istituto bancario ha pignorato diversi immobili di proprietà di due debitori. Alcuni soggetti terzi hanno proposto opposizione di terzo all'esecuzione, affermando di essere i veri proprietari di una quota di tali fabbricati in virtù di atti notarili stipulati anni prima. La Corte d'Appello ha accolto parzialmente l'opposizione, dichiarando non pignorabile la quota di un quarto degli immobili. I debitori hanno ricorso in Cassazione lamentando difetti di notifica, mancata perizia tecnica ed errata valutazione delle prove. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la prevalenza dei titoli d'acquisto dei terzi regolarmente trascritti e condannando i debitori al pagamento delle spese di lite.
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Usucapione abbreviata: la mala fede blocca il possesso
I Possessori si oppongono al rilascio di un immobile richiesto dall'Ente Religioso, eccependo la prescrizione del diritto e rivendicando l'usucapione del bene. La Corte d'Appello dichiara nullo il precetto per prescrizione, ma rigetta la domanda di usucapione. I Possessori ricorrono in Cassazione, sostenendo che la richiesta di usucapione ordinaria includesse implicitamente l'usucapione abbreviata. La Suprema Corte rigetta il ricorso, stabilendo che l'usucapione abbreviata richiede requisiti specifici (come la buona fede e un titolo idoneo) e deve essere oggetto di una domanda autonoma e specifica, non potendo considerarsi implicitamente contenuta in quella ordinaria. Inoltre, i ricorrenti non erano in buona fede poiché a conoscenza delle pretese della Curia sul bene.
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Donazione di bene altrui: nulla se l’usucapione non è provata
Un nipote riceve in dono dal nonno alcuni terreni e agisce in giudizio per ottenerne la restituzione da chi li occupa. L'occupante si difende sostenendo la nullità dell'atto. La Corte di Cassazione conferma che la **donazione di bene altrui** è nulla per difetto di causa. Il nonno, infatti, non era il proprietario formale dei terreni e non è riuscito a dimostrare di averli acquisiti per usucapione (possesso ventennale). Di conseguenza, non poteva validamente donarli. Il nipote, privo di un titolo di proprietà valido, perde la causa e l'occupante può legittimamente rimanere sui terreni.
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Prescrizione danno notaio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta di risarcimento danni contro un notaio per aver rogato e trascritto un atto di compravendita 'a non domino' (da chi non è proprietario) si prescrive in cinque anni. Il termine di prescrizione decorre non dalla cancellazione della formalità, ma dal momento in cui l'atto viene trascritto nei registri immobiliari. La Corte ha chiarito che la trascrizione di un atto inefficace non costituisce un illecito permanente, ma un illecito istantaneo, i cui effetti pregiudizievoli si esauriscono con il compimento dell'atto stesso.
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Responsabilità notaio: visure ventennali sufficienti?
In un caso di compravendita immobiliare viziata da un pignoramento non rilevato, la Corte di Cassazione esamina la responsabilità del notaio. Pur essendo prassi comune limitare le visure ipotecarie a 20 anni, la Corte ha ritenuto che la presenza di indizi su titoli di provenienza più antichi possa imporre al professionista un obbligo di maggiore diligenza. Riconoscendo la questione come di "particolare rilevanza", ha rinviato il caso a una pubblica udienza per una decisione approfondita, senza ancora definire il merito della controversia.
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Responsabilità notaio: visure oltre i 20 anni
L'acquirente di un immobile scopre un pignoramento trascritto oltre 30 anni prima. La Corte di Cassazione afferma la responsabilità notaio per non aver esteso le visure ipotecarie oltre il ventennio. Secondo la Corte, il dovere del professionista è garantire il risultato pratico di un acquisto sicuro, il che può richiedere verifiche più approfondite. La sentenza è stata cassata con rinvio per rivalutare la colpa dei notai e ripartire correttamente la responsabilità tra gli eredi del venditore.
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Responsabilità del notaio: vendita e diritto di superficie
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità del notaio che non ha informato adeguatamente l'acquirente della natura del diritto trasferito, risultato essere un diritto di superficie e non la piena proprietà. L'acquirente aveva comprato un immobile scoprendo solo in seguito di non possedere il terreno sottostante. I tribunali di primo e secondo grado avevano già condannato il notaio al risarcimento del danno. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del professionista, ribadendo i suoi doveri di diligenza e corretta informazione.
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