LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 115 Codice di Procedura Civile

Pagina 471 di 40

Indennità di preavviso: spetta nel cambio appalto?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità di preavviso è dovuta al lavoratore anche in caso di cambio appalto con immediata riassunzione da parte della nuova impresa. La cessazione del rapporto è considerata un recesso unilaterale del primo datore di lavoro, non una risoluzione consensuale. L'assenza di un periodo di disoccupazione non elimina il diritto a percepire tale indennità.
Continua »
Esenzione IMU scuola: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31726/2024, interviene sul tema dell'esenzione IMU scuola. Il caso riguarda un istituto scolastico paritario a cui un Comune aveva negato l'esenzione. La Corte ha stabilito che per valutare se un'attività didattica è 'non commerciale', non basta confrontare la retta con il costo medio nazionale per studente. È necessaria un'analisi concreta che consideri i costi effettivi, i finanziamenti ricevuti e la reale natura 'simbolica' della retta. L'onere di dimostrare tali requisiti spetta all'istituto. La sentenza impugnata, basata su un criterio astratto, è stata cassata con rinvio.
Continua »
Esenzione IMU enti non commerciali: la retta simbolica
Un comune ha contestato l'esenzione IMU concessa a un istituto scolastico privato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del comune, stabilendo che per ottenere l'esenzione IMU per enti non commerciali, la retta scolastica non deve essere semplicemente inferiore al costo medio nazionale, ma deve essere concretamente 'simbolica', ovvero irrisoria. L'onere di dimostrare tale natura spetta all'istituto stesso attraverso l'analisi dei costi effettivi e di eventuali finanziamenti ricevuti.
Continua »
Indennità di mensa TFR: quando è esclusa dal calcolo
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità di mensa è esclusa dalla base di calcolo del TFR, a meno che non sia diversamente previsto da un contratto collettivo. In un caso riguardante un dipendente di un ospedale, la Corte ha chiarito che la legge del 1992, che esclude tale indennità dalla retribuzione, ha valore retroattivo e si applica indipendentemente dalla fornitura effettiva del servizio mensa. Di conseguenza, l'inclusione dell'indennità di mensa TFR nel computo è legittima solo in presenza di una specifica volontà collettiva.
Continua »
Ricorso inammissibile: le regole del giudicato esterno
Una struttura sanitaria ricorre in Cassazione per una controversia sul calcolo del TFR di un ex dipendente. Il ricorso viene dichiarato inammissibile per motivi procedurali, tra cui la mancata prova di un giudicato esterno e la violazione del principio di autosufficienza. La Corte sottolinea l'importanza di rispettare le formalità per presentare un ricorso valido.
Continua »
Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31713/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza professionale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato sulle pensioni. La Corte ha ribadito che l'imposizione di tale prelievo eccede i poteri degli enti previdenziali privatizzati, essendo una materia coperta da riserva di legge statale. Di conseguenza, i pensionati hanno diritto alla restituzione delle somme trattenute, con un termine di prescrizione di dieci anni.
Continua »
Indennità di mensa nel TFR: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31719/2024, ha stabilito che l'indennità di mensa non rientra automaticamente nella base di calcolo del TFR. In un caso tra una struttura sanitaria e un suo ex dipendente, la Corte ha chiarito che tale indennità ha natura assistenziale e non retributiva, a meno che i contratti collettivi non dispongano diversamente. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello che l'aveva inclusa, rinviando la causa per una nuova valutazione.
Continua »
Decadenza denuncia vizi: la decisione della Corte
La Corte d'Appello di Firenze ha confermato la decisione di primo grado in una causa di subappalto, rigettando le richieste di un'appaltatrice principale contro una subappaltatrice. La sentenza stabilisce che la denuncia dei vizi dell'opera, effettuata molti mesi dopo l'accettazione dei lavori da parte del committente finale, è tardiva e comporta la decadenza dal diritto di farli valere. Viene sottolineata l'importanza della tempestività nelle contestazioni per non incorrere nella decadenza per denuncia vizi.
Continua »
Mutuo condizionato: quando è valido titolo esecutivo?
La Corte d'Appello di Firenze ha stabilito che un contratto di mutuo condizionato costituisce un valido titolo esecutivo, anche se la somma non è immediatamente prelevabile dal mutuatario. Secondo la Corte, l'accredito dell'importo su un conto corrente, sebbene temporaneamente vincolato, rappresenta una 'traditio' (consegna) sufficiente a perfezionare il contratto. L'appello del debitore, che contestava anche l'usurarietà dei tassi in modo generico, è stato respinto confermando la piena validità dell'azione esecutiva della banca.
Continua »
Esenzione IMU enti non commerciali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una congregazione religiosa contro un avviso di accertamento IMU emesso da un Comune. La Corte ha stabilito che l'esenzione IMU per enti non commerciali non spetta a un istituto scolastico le cui rette, seppur inferiori alla media, non sono puramente simboliche, a prescindere da un eventuale perdita di esercizio. È stato inoltre negato il beneficio per un giardino non formalmente dichiarato come pertinenza e per immobili inagibili, poiché il contribuente non ha provato la conoscenza dello stato di degrado da parte del Comune nell'anno di imposta. La sentenza ribadisce il principio dell'autonomia di ogni annualità fiscale.
Continua »
Esenzione TASI alloggi sociali: la Cassazione decide
Un'azienda territoriale per l'edilizia residenziale pubblica ha contestato un avviso di accertamento TASI per i suoi immobili. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale per l'esenzione TASI alloggi sociali: l'uso come abitazione principale è presunto per legge. Di conseguenza, spetta al Comune, e non all'ente gestore, l'onere di provare il contrario per negare l'agevolazione fiscale. La sentenza del grado precedente è stata annullata con rinvio.
Continua »
Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata sulla pensione di un suo iscritto. La Corte ha ribadito che le casse non hanno il potere di imporre prelievi di natura patrimoniale, una facoltà riservata esclusivamente alla legge. Di conseguenza, il ricorso della cassa è stato dichiarato inammissibile e il pensionato ha diritto alla restituzione delle somme trattenute, con un termine di prescrizione di dieci anni.
Continua »
Notifica PEC sentenza: quando è valida per l’appello?
Una società di servizi per l'assistenza al volo ha visto il suo appello dichiarato inammissibile per tardività. La società sosteneva che la notifica PEC sentenza di primo grado fosse invalida. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la notifica via PEC era pienamente valida ed efficace, facendo decorrere il termine di 30 giorni per l'appello. La presenza di altre comunicazioni nella stessa email non ha invalidato la notifica, poiché lo scopo di portare a conoscenza l'atto era stato raggiunto.
Continua »
Transito personale civile: onere della prova del datore
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di assistenza al volo che si opponeva al transito personale civile di ex controllori militari. La Corte ha stabilito che l'onere di provare l'assenza di fabbisogno di personale o l'insostenibilità finanziaria, quali fatti impeditivi del diritto al transito, spetta al datore di lavoro. Non essendo stata fornita tale prova, il rifiuto è stato ritenuto illegittimo.
Continua »
Esenzione IMU enti ecclesiastici: il caso scuola
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31597/2024, ha rigettato il ricorso di una congregazione religiosa contro un Comune in materia di esenzione IMU. L'ente ecclesiastico chiedeva l'esenzione per una scuola e la riduzione d'imposta per immobili inagibili. La Corte ha negato l'esenzione IMU enti ecclesiastici per l'attività scolastica, poiché la retta, seppur contenuta, non era 'simbolica', configurando così un'attività di natura commerciale. Ha inoltre negato la riduzione per gli immobili inagibili, poiché il contribuente non aveva provato di aver comunicato formalmente tale stato al Comune.
Continua »
Licenziamento disciplinare: appello inammissibile
Un lavoratore impugna un licenziamento disciplinare per aver venduto biglietti senza registrarli. Dopo la conferma in primo e secondo grado, la Cassazione dichiara l'appello inammissibile per la regola della 'doppia conforme', impedendo un nuovo esame dei fatti.
Continua »
Licenziamento non domino: tutele dopo la cessione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31551/2024, affronta il caso di una lavoratrice licenziata dalla società cedente dopo che il suo rapporto di lavoro era già stato trasferito per legge alla società cessionaria. La Corte stabilisce che tale licenziamento è giuridicamente inesistente ('tam quam non esset') e non semplicemente illegittimo. Di conseguenza, non si applicano le tutele specifiche previste dall'art. 18 L. 300/70, ma quelle del diritto comune: il rapporto di lavoro prosegue senza interruzioni con la società cessionaria, che è l'unica obbligata a corrispondere le retribuzioni. La società cedente non può essere condannata ad alcun risarcimento.
Continua »
Esenzione IMU: quando la retta scolastica è simbolica?
Una congregazione religiosa ha richiesto l'esenzione IMU per i propri immobili, inclusa una scuola paritaria. La Corte di Cassazione ha negato l'esenzione IMU per la scuola, stabilendo che la retta annuale, compresa tra 1.200 e 1.300 euro per studente, non può essere considerata 'simbolica', rendendo di fatto l'attività di natura commerciale. La Corte ha inoltre confermato l'imposta sugli immobili dichiarati inutilizzati, poiché l'ente non aveva presentato la prescritta dichiarazione al Comune né provato la sua conoscenza dello stato dei beni.
Continua »
Pronta reperibilità: è orario di lavoro? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la pronta reperibilità di un lavoratore si considera orario di lavoro effettivo se, a causa di vincoli imposti dal datore (come tempi di intervento brevissimi), il dipendente è di fatto costretto a rimanere sul luogo di lavoro. L'ordinanza analizza il caso di alcuni autisti di ambulanze, accogliendo parzialmente il ricorso dell'Azienda Sanitaria per due motivi specifici: uno per difetto di motivazione riguardo a un singolo lavoratore e l'altro per difetto di legittimazione passiva su una domanda di pensionamento anticipato, che andava rivolta all'ente previdenziale.
Continua »
Annullamento parziale verbale: sanzione valida?
Un datore di lavoro si oppone a una sanzione dell'Agenzia delle Entrate, basata su un verbale INPS poi oggetto di annullamento parziale. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso, sottolineando che l'annullamento parziale del verbale ispettivo non estingue la sanzione per le violazioni residue e ribadendo l'importanza del principio di autosufficienza del ricorso.
Continua »