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Art. 115 Codice di Procedura Civile

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Vendita in blocco: quando salta la prelazione?
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce i limiti del diritto di prelazione dell'inquilino. Il caso riguarda un conduttore che si è visto negare il diritto di riscatto su un immobile commerciale venduto a terzi. La Corte ha confermato che la vendita in blocco dell'intero edificio, inteso come unicum, esclude la prelazione. Inoltre, una scrittura privata che estendeva la locazione, ma priva di data certa anteriore alla vendita, è stata ritenuta inopponibile al nuovo acquirente, rendendo irrilevante l'estensione del rapporto locatizio ai fini della prelazione.
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Onere della prova: il locatore deve provare il canone
La Corte di Cassazione interviene su un caso di locazione commerciale, stabilendo che l'onere della prova sull'ammontare del canone grava sempre sul locatore. Le sole fatture, anche se non contestate stragiudizialmente dal conduttore, non sono sufficienti a dimostrare un accordo per un canone superiore a quello pattuito nel contratto. La Corte ha dichiarato il ricorso improcedibile, ma ha colto l'occasione per ribadire questo fondamentale principio in tema di prova del credito.
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Risarcimento pubblico impiego: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al risarcimento per un gruppo di lavoratori del pubblico impiego assunti con una serie di contratti di somministrazione illegittimi. Pur negando la conversione del rapporto in un contratto a tempo indeterminato, la Corte ha stabilito che l'abuso contrattuale genera un danno presunto, da liquidare con un'indennità onnicomprensiva basata sui principi validi per il settore privato. La sentenza chiarisce i criteri per il risarcimento nel pubblico impiego in caso di precariato illegittimo.
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Costi black list: la prova per la deducibilità fiscale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13115/2024, ha rigettato il ricorso di una società in merito alla deducibilità dei costi black list per importazioni da Hong Kong. La Corte ha ribadito che per vincere la presunzione di indeducibilità, l'impresa deve fornire una prova rigorosa sia dell'effettiva operatività commerciale del fornitore estero, sia del concreto interesse economico dell'operazione, non essendo sufficiente il solo basso costo della merce.
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Benefici vittime criminalità: l’onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 13074/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cittadina per i benefici per superstiti di vittime di criminalità organizzata. La Corte ha ribadito che spetta al richiedente l'onere della prova circa la propria estraneità ad ambienti criminali e che il ricorso deve confrontarsi specificamente con la ratio decidendi della sentenza impugnata, pena l'inammissibilità.
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Denuncia calunniosa: quando scatta il risarcimento?
Un imprenditore ha chiesto il risarcimento a una società appaltante per i danni subiti a seguito di una denuncia per false dichiarazioni in una gara d'appalto, dalla quale era stato poi prosciolto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per ottenere un risarcimento per denuncia calunniosa, non basta l'assoluzione, ma è necessario dimostrare il dolo, ovvero la consapevolezza del denunciante dell'innocenza dell'accusato. La denuncia, in assenza di tale prova, è considerata un atto legittimo e non una fonte di responsabilità.
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Responsabilità del vettore: prova del furto incerta
Una banca ha citato in giudizio una società di corrieri per la scomparsa del contenuto di due plichi contenenti valuta. I plichi sono stati ritrovati vuoti presso un hub della società convenuta. La Corte di Cassazione ha rigettato la domanda della banca, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La ragione principale del rigetto è stata la mancata prova da parte della banca su dove, quando e da chi fosse stato commesso il furto. Questa incertezza ha reso impossibile attribuire la responsabilità del vettore alla società di corrieri.
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Onere della prova dell’agente: no a richieste generiche
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13021/2024, ha rigettato il ricorso di una società agente contro la sua preponente. La Corte ha stabilito che l'agente ha l'onere della prova di specificare dettagliatamente i fatti alla base delle sue pretese economiche. Le domande generiche per il pagamento di provvigioni, non supportate da allegazioni precise sugli affari conclusi, sono inammissibili. Anche le richieste di esibizione documentale e CTU non possono essere utilizzate per sopperire a tale carenza probatoria, avendo carattere meramente esplorativo.
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Ricorso Corte dei conti: i limiti alla Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13003/2024, dichiara inammissibile un ricorso Corte dei conti avverso la revoca del gratuito patrocinio. La decisione conferma che il sindacato della Suprema Corte è limitato ai soli motivi di giurisdizione, escludendo errori di merito.
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Rendita catastale impianti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha corretto un precedente errore materiale e si è pronunciata sul calcolo della rendita catastale impianti. È stato stabilito che i pozzi geotermici e i carriponte di una centrale energetica sono esclusi dalla base imponibile. La decisione si fonda sull'interpretazione della normativa che esclude dalla stima diretta i macchinari funzionali al processo produttivo e sul principio del giudicato interno per i carriponte, non specificamente contestati in appello.
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Ricorso per cassazione: i requisiti di ammissibilità
Una società che gestiva un parcheggio ha citato in giudizio un Comune per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla rovina di un edificio comunale che aveva bloccato una via d'accesso. La richiesta è stata respinta sia in primo grado che in appello. La società ha quindi presentato ricorso alla Corte di Cassazione, la quale lo ha dichiarato inammissibile. La Corte ha ribadito i rigorosi requisiti di ammissibilità del ricorso per cassazione, sottolineando l'importanza del principio di autosufficienza e della corretta formulazione dei motivi, specialmente per quanto riguarda la presunta errata valutazione delle prove e la motivazione 'per relationem' della sentenza d'appello.
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Simulazione vendita: quando la rinuncia è valida
Una figlia impugna la vendita di un immobile dal padre alla nipote, sostenendo una simulazione vendita. Avendo in precedenza firmato una rinuncia a contestare l'atto, il suo ricorso viene rigettato. La Cassazione conferma che il divieto di rinuncia preventiva all'azione di riduzione (art. 557 c.c.) riguarda le donazioni, non le vendite ritenute effettive. La Corte ha stabilito la validità della rinuncia e la realtà della compravendita, respingendo il ricorso.
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Danni da vibrazioni: quando la CTU è valida?
Una proprietaria di un immobile chiede il risarcimento per i danni da vibrazioni causati dal transito di treni. La società ferroviaria risponde con una domanda riconvenzionale per la demolizione di una parte dell'edificio. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso della proprietaria, chiarendo importanti principi sulla validità della consulenza tecnica d'ufficio (CTU) e sulla tardività delle eccezioni processuali, come la prescrizione. La decisione sottolinea che la relazione di un CTU revocato è irrilevante e che le critiche di merito alla perizia non possono essere esaminate in sede di legittimità.
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Licenza NCC: Stop alle restrizioni del Comune di Venezia
La Corte di Cassazione ha annullato le sanzioni amministrative emesse dal Comune di Venezia contro una società di trasporto acqueo e un operatore individuale. La controversia riguardava le restrizioni imposte agli operatori con licenza NCC rilasciata da altri comuni per la circolazione nelle acque interne di Venezia. La Corte ha ritenuto l'ordinanza comunale illegittima per eccesso di potere, in quanto creava una discriminazione ingiustificata, violando i principi di libera concorrenza e libera circolazione dei servizi. Di conseguenza, le multe sono state annullate.
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Contratto a progetto: quando è illegittimo? Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di un giudice di merito che ha riqualificato un contratto a progetto in un rapporto di lavoro subordinato. La sentenza stabilisce che un contratto a progetto è illegittimo se il progetto è generico, non specifico, e coincide con le normali attività commerciali dell'azienda committente, anche se tali attività sono svolte per adempiere a un contratto di appalto con un cliente terzo.
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Rivendica di beni mobili: la prova in liquidazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12958/2024, si è pronunciata sulla rivendica di beni mobili da parte di terzi nel contesto della liquidazione di un'associazione. Gli eredi del fondatore di un ente culturale rivendicavano la proprietà di opere d'arte e libri presenti nella sede, ma la loro domanda è stata respinta per carenza di prova. La Corte ha ribadito la necessità di una prova rigorosa, la cosiddetta "doppia prova" scritta, escludendo di norma la testimonianza, per superare la presunzione di appartenenza dei beni all'ente in liquidazione.
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Onere della prova nel contratto di agenzia: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12941/2024, ha stabilito un principio fondamentale sull'onere della prova nei rapporti di agenzia. Il caso riguarda una società di assicurazioni che, dopo la risoluzione del contratto, si è vista opporre in compensazione dalla compagnia preponente una serie di controcrediti. La Corte ha chiarito che spetta alla compagnia, che agisce in via riconvenzionale, fornire la prova piena dei crediti vantati. Una contestazione generica da parte dell'agente è sufficiente a far sorgere tale onere, specialmente quando le poste debitorie non sono state determinate in modo concorde. La sentenza di secondo grado, che aveva invertito l'onere probatorio, è stata cassata con rinvio.
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Produzione documentale tardiva: inammissibilità
Una società farmaceutica si è vista respingere il ricorso dalla Corte di Cassazione a causa della produzione documentale tardiva di fatture in un giudizio di credito. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso, confermando la decisione della Corte d'Appello. Quest'ultima aveva stabilito che la produzione era tardiva e che i documenti non erano stati puntualmente indicati nell'atto di appello, escludendo una motivazione meramente apparente e ribadendo i limiti del sindacato di legittimità.
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Presunzione utili: Cassazione chiarisce i requisiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12903/2024, si è pronunciata sulla presunzione di distribuzione di utili extra-bilancio ai soci di società a ristretta base sociale. Ha stabilito che per l'applicazione di tale presunzione non è necessario un legame di parentela tra i soci e l'amministratore, essendo sufficiente il numero esiguo di soci. La Corte ha inoltre chiarito che la prova contraria fornita dal contribuente può essere valutata discrezionalmente dal giudice di merito. Il ricorso dell'Agenzia delle Entrate è stato parzialmente accolto, annullando con rinvio la decisione precedente per un riesame basato su questi principi e per un difetto di motivazione su specifiche annualità d'imposta.
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Responsabilità soci: Cassazione rinvia alle Sezioni Unite
L'Agenzia delle Entrate ricorre contro una decisione che liberava alcuni soci dalla responsabilità per i debiti fiscali di due società cancellate, coinvolte in una presunta frode. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza interlocutoria n. 12889/2024, ha accolto i motivi del ricorso relativi a vizi di motivazione della sentenza d'appello, ma ha sospeso la decisione sulla questione della responsabilità soci e della successione nei debiti fiscali, rinviando la causa in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite su questo specifico tema.
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