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Art. 115 Codice di Procedura Civile

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Riduzione contributiva: inammissibile riesame in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una farmacista contro l'ente previdenziale di categoria. La professionista si era vista revocare la riduzione contributiva per aver percepito utili da un'impresa familiare. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso miravano a un riesame dei fatti, attività non consentita in sede di legittimità, confermando così la decisione della Corte d'Appello che riteneva la partecipazione agli utili incompatibile con il beneficio.
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Esenzione IRAP professionista: la Cassazione decide
Un professionista socio di una società di consulenza ha richiesto il rimborso dell'IRAP, sostenendo di non avere un'autonoma organizzazione poiché la sua attività era svolta esclusivamente per la società. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso. La Corte ha stabilito che, ai fini dell'esenzione IRAP professionista, l'organizzazione utilizzata appartiene alla società e non al singolo socio, anche se questo ricopre ruoli direttivi. Di conseguenza, il professionista ha diritto al rimborso.
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Rendita catastale: pozzi geotermici esclusi dal calcolo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33504/2023, ha stabilito un principio fondamentale per il settore energetico. Il valore dei pozzi geotermici deve essere escluso dal calcolo della rendita catastale di un impianto. La decisione si basa sulla Legge di Stabilità 2016 (L. 208/2015), che esclude dalla stima i cosiddetti 'imbullonati', ovvero i macchinari e gli impianti funzionali allo specifico processo produttivo, indipendentemente dalla loro natura strutturale.
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Lavoro subordinato ricercatore: la Cassazione decide
Una ricercatrice contesta la qualificazione del suo rapporto come autonomo. La Corte di Cassazione, evidenziando la complessità della distinzione nel caso del lavoro subordinato ricercatore e la presenza di giurisprudenza contrastante, ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una decisione approfondita, senza risolvere il merito della questione.
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Annullamento crediti previdenziali: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la normativa sull'annullamento crediti previdenziali iscritti in vecchi ruoli (L. 228/2012) si applica anche agli enti di previdenza privati. Una cassa professionale aveva citato in giudizio l'agente di riscossione per il mancato incasso di contributi, sostenendo che il proprio credito si fosse consolidato prima della nuova legge. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che la legge mira a razionalizzare i bilanci e incide solo sulla procedura di riscossione tramite ruolo, non estinguendo il diritto di credito sottostante, che l'ente può ancora recuperare con azioni ordinarie.
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Garanzia personale: l’impegno dell’amministratore
L'amministratore di una società acquirente di macchinari agricoli aveva firmato una "dichiarazione di responsabilità personale". La Cassazione ha stabilito che, nonostante la sua qualifica, tale dichiarazione costituisce una valida garanzia personale (fideiussione) per il pagamento del prezzo, interpretando la volontà delle parti e la "ragione pratica" dell'atto, che altrimenti non avrebbe avuto senso. Il ricorso dell'amministratore è stato rigettato.
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Diniego rinnovo locazione: è valido durante pignoramento?
Una società conduttrice di un immobile commerciale ha contestato il diniego di rinnovo della locazione, sostenendo la sua invalidità in quanto comunicato dal proprietario-locatore mentre l'immobile era sottoposto a pignoramento. Dopo la conferma della validità del diniego da parte dei giudici di merito, la Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di particolare importanza per l'uniforme interpretazione della legge (rilevanza nomofilattica) e ha rinviato la causa a una pubblica udienza per la decisione.
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Rendita catastale centrali: inclusi i pozzi
In un caso riguardante la rendita catastale di una centrale geotermica, una società energetica contestava l'inclusione di pozzi e altri impianti nella valutazione fiscale. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Agenzia delle Entrate, stabilendo che tutti i componenti essenziali alla produzione di energia, inclusi i pozzi geotermici, devono essere considerati parte integrante dell'unità immobiliare ai fini del calcolo della rendita catastale, in quanto costituiscono un complesso funzionalmente inscindibile.
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Improcedibilità ricorso Cassazione: onere della prova
Una società di servizi ha presentato ricorso in Cassazione contro una condanna al pagamento per interventi di manutenzione. La Corte ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso per Cassazione perché la società ricorrente, pur avendo dichiarato di aver ricevuto la notifica della sentenza d'appello, non ha depositato la copia autentica con la relativa relata di notifica entro i termini di legge. Questo adempimento è essenziale per dimostrare la tempestività dell'impugnazione secondo il termine breve.
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Usura leasing: i costi accessori nel calcolo del TEG
In un caso di presunta usura leasing, un garante si opponeva a un decreto ingiuntivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che i costi accessori come le spese di incasso, di insoluto e di recupero crediti non rientrano nel calcolo del Tasso Effettivo Globale (TEG) ai fini dell'usura, poiché non sono direttamente collegati all'erogazione del credito. La Corte ha inoltre ribadito che la mancanza dell'Indicatore Sintetico di Costo (ISC) non causa la nullità del contratto.
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Passività ente ponte: anche i debiti potenziali
Un cliente ha citato in giudizio un istituto di credito per operazioni di investimento scorrette. Durante la causa, la banca è stata posta in risoluzione e le sue attività e passività sono state trasferite a un nuovo ente-ponte. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda del cliente, sostenendo che il debito risarcitorio, non essendo ancora formalizzato in una causa al momento della cessione, non era stato trasferito. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo un principio fondamentale sulle passività dell'ente ponte: anche i debiti "potenziali", come le richieste di risarcimento non ancora azionate in giudizio, si trasferiscono al nuovo ente, a meno che non siano stati espressamente esclusi dall'autorità di vigilanza. La responsabilità, quindi, segue l'azienda bancaria ceduta.
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Cessazione materia contendere: debiti annullati
La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere in un processo tributario. Durante il giudizio, è intervenuta una legge che ha annullato automaticamente i debiti fiscali di importo inferiore a 1.000 euro, come quello oggetto della causa. La controversia, relativa a un'intimazione di pagamento basata su cartelle esattoriali non notificate, è stata quindi terminata perché il debito originario è stato estinto per legge.
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Rendita catastale impianti: la Cassazione sui pozzi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33411/2023, ha chiarito i criteri per il calcolo della rendita catastale impianti energetici. Ha stabilito che i pozzi geotermici, essendo funzionali al processo produttivo ('imbullonati'), devono essere esclusi dalla stima catastale a partire dal 1° gennaio 2016, in applicazione della Legge n. 208/2015. La Corte ha inoltre confermato l'esclusione dei carriponte per la formazione di un giudicato interno.
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Motivi nuovi in appello: limiti nel processo tributario
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33409/2023, ha ribadito il divieto di introdurre motivi nuovi in appello nel processo tributario. Il caso riguardava una società che, dopo aver contestato in primo grado il metodo di calcolo usato per un accertamento fiscale, in appello ne contestava la corretta applicazione. La Corte ha ritenuto tale modifica una domanda nuova e inammissibile, cassando la sentenza d'appello.
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Accesso domiciliare: nullo se basato su fonte anonima
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33399/2023, ha stabilito che un avviso di accertamento è nullo se basato su documentazione ottenuta tramite un accesso domiciliare autorizzato sulla base di una delazione anonima. Secondo la Corte, una soffiata non integra i 'gravi indizi' richiesti dalla legge. Inoltre, viene confermato il pieno diritto del contribuente a impugnare l'autorizzazione alla verifica, anche se questa è stata eseguita presso l'abitazione di un soggetto terzo.
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Tassazione aree portuali: chi paga la TARSU?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33326 del 2023, ha stabilito che il soggetto concessionario di un'area demaniale marittima è responsabile per il pagamento della TARSU sugli specchi d'acqua, anche se ha stipulato contratti con terzi per l'uso dei posti barca. La Corte ha chiarito che la tassazione delle aree portuali grava sul concessionario in quanto mantiene la detenzione dell'intera area, e i contratti con i diportisti creano solo una sub-detenzione inopponibile al Comune. Viene inoltre precisato che il principio del legittimo affidamento può escludere sanzioni e interessi, ma non l'imposta dovuta.
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Rimborso IVA cessionario: rinvio a pubblica udienza
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio a pubblica udienza di un caso riguardante la richiesta di rimborso IVA cessionario. Una banca, cessionaria di un credito IVA, si è vista sospendere il rimborso dall'Amministrazione Finanziaria a causa di presunti debiti erariali della società cedente. La Corte ha ritenuto le questioni sollevate, in particolare sulla prova del controcredito fiscale e sui limiti del giudizio di rinvio, di tale rilevanza da richiedere una trattazione approfondita anziché una decisione in camera di consiglio.
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Cessione credito fiscale: opponibilità atti al cessionario
Un istituto di credito, cessionario di un credito d'imposta, si è visto negare il rimborso dall'Amministrazione Finanziaria a causa di un accertamento divenuto definitivo nei confronti della società cedente. La Corte di Cassazione, riconoscendo la particolare rilevanza della questione sull'opponibilità di tali atti al cessionario in una cessione credito fiscale, ha rinviato il caso alla pubblica udienza per una trattazione approfondita, senza decidere nel merito.
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Sospensione rimborso fiscale: onere della prova
Una banca, cessionaria di un credito IRES, si è vista negare il rimborso dall'Agenzia Fiscale a causa di debiti pregressi della società cedente. La Commissione Tributaria Regionale ha ritenuto sufficiente la prova fornita dall'Agenzia tramite i propri sistemi informativi. La Corte di Cassazione, riconoscendo la particolare rilevanza delle questioni legali sulla prova necessaria per la sospensione rimborso fiscale, ha rinviato il caso alla pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Esenzione TARSU: obbligatoria la denuncia preventiva
Una società che gestisce un autosilo verticale ha richiesto l'esenzione TARSU per aree ritenute non idonee alla produzione di rifiuti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che per beneficiare dell'esenzione, il contribuente deve prima dichiarare le specifiche circostanze nel proprio atto di denuncia fiscale. Tale dichiarazione è un requisito preliminare obbligatorio, in assenza del quale non è possibile dimostrare in giudizio il diritto all'esenzione, anche qualora le condizioni di fatto sussistano.
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