LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1141 Codice Civile — Anno 2026

Pagina 2 di 2

Altri anni per Art. 1141 Codice Civile

Rivendicazione della proprietà: tra titoli storici e spese legali
Una proprietaria di una villa storica ha avviato un giudizio per la **rivendicazione della proprietà** di una strada di accesso, sostenendo che il tracciato attuale coincidesse con quello acquistato dal nonno nel 1897. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda, rilevando che la strada esistente era traslata di venti metri rispetto alle mappe originali e che non vi era prova di usucapione per mancanza di possesso esclusivo. La Cassazione ha confermato il rigetto nel merito, ma ha accolto il ricorso sulla liquidazione delle spese legali. I giudici hanno stabilito che, se più parti hanno la stessa posizione processuale e lo stesso avvocato, spetta un compenso unico aumentato e non somme distinte per ogni cliente.
Continua »
Usucapione tra parenti: quando scatta la tolleranza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che rivendicava l'acquisto per usucapione di un immobile di proprietà del fratello. La Corte d'Appello aveva già negato tale diritto, rilevando che la disponibilità del bene era frutto di mera tolleranza familiare. Inoltre, il ricorrente aveva precedentemente agito in giudizio per l'esecuzione di un contratto di permuta riguardante lo stesso immobile, atto che di fatto riconosceva la proprietà altrui. La Suprema Corte ha confermato che il riesame dei fatti è precluso in sede di legittimità e ha condannato il ricorrente per lite temeraria, sottolineando il carattere defatigatorio del ricorso.
Continua »
Usucapione: prova del possesso e interversione
Una società immobiliare ha agito in giudizio per ottenere il rilascio di alcuni appartamenti occupati da privati, i quali hanno eccepito l'acquisto per usucapione. La Corte di Cassazione ha stabilito che, qualora la relazione con il bene sia iniziata come detenzione (per concessione del proprietario), non è sufficiente il mero decorso del tempo per configurare l'usucapione. È necessaria la prova rigorosa dell'interversione del possesso, ovvero un atto esterno di opposizione che manifesti chiaramente l'intenzione di possedere il bene come proprietario esclusivo.
Continua »
Usucapione di beni ereditari: guida e limiti
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'erede non può vantare l'usucapione di beni ereditari se ha precedentemente riconosciuto, anche tacitamente, il diritto del legatario. Nel caso in esame, una lista manoscritta che identificava i mobili destinati al legatario ha interrotto i termini per il possesso ad usucapionem, confermando che la volontà del testatore prevale nonostante il lungo tempo trascorso prima della pubblicazione del testamento.
Continua »
Interversione del possesso: guida all’usucapione
La Corte di Cassazione ha confermato che l'interversione del possesso non si verifica se il soggetto continua a comportarsi come mandatario. Nel caso analizzato, la richiesta di usucapione è stata respinta poiché l'amministratore dei beni rendeva periodicamente il conto ai proprietari, riconoscendo così la loro titolarità.
Continua »
Usucapione: prova con testimoni di altri processi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una proprietaria che contestava l'usucapione di un terreno da parte dei vicini. La Corte ha stabilito che la prova del possesso ad usucapionem può legittimamente basarsi su testimonianze ed elementi raccolti in altri procedimenti, sia civili che penali, a condizione che siano stati ritualmente acquisiti al giudizio. Inoltre, ha chiarito che il possesso utile all'usucapione non si limita alla mera coltivazione, ma deve manifestarsi con atti inequivocabili, come la stipula di contratti di affitto a terzi, che dimostrino la volontà di comportarsi come unici proprietari.
Continua »
Falsus procurator: contratto inefficace, non nullo
La Corte di Cassazione chiarisce la natura del contratto stipulato dal 'falsus procurator' (rappresentante senza poteri). Il contratto non è nullo, ma solo temporaneamente inefficace e può essere sanato con la ratifica del vero proprietario. In caso di successiva risoluzione per inadempimento del promissario acquirente, quest'ultimo, avendo avuto la detenzione anticipata del bene, è tenuto alla restituzione e al pagamento di un'indennità per l'occupazione. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la detenzione non si era mai trasformata in possesso utile per l'usucapione.
Continua »