Una coppia viene condannata per spaccio. La donna si difende sostenendo di essere stata solo una passeggera passiva durante le cessioni di droga. La Corte di Cassazione, però, conferma la sua colpevolezza per concorso in spaccio di stupefacenti. Secondo i giudici, il suo ruolo è stato tutt'altro che passivo. Mettendo a disposizione la propria auto, talvolta anche con i figli a bordo, ha fornito una copertura essenziale all'attività illecita, assicurando un'apparenza di normalità. Questo comportamento costituisce una partecipazione attiva al reato, sufficiente per giustificare la condanna. La Corte ha quindi respinto il ricorso.
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