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Art. 113 Codice di Procedura Civile — Sezione Terza Civile

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Altri anni per Art. 113 Codice di Procedura Civile

Danni da fauna selvatica: la responsabilità è oggettiva
Un automobilista subisce danni al veicolo a causa dell'improvviso attraversamento di un capriolo. La Corte di Cassazione, riformando la decisione del Tribunale, stabilisce che la responsabilità per i danni da fauna selvatica ricade sull'ente pubblico (la Regione) secondo il criterio della responsabilità oggettiva previsto dall'art. 2052 c.c., e non secondo la regola generale dell'art. 2043 c.c. Ciò inverte l'onere della prova: spetta all'ente dimostrare il caso fortuito per escludere la propria responsabilità, mentre il danneggiato deve solo provare il nesso causale tra il comportamento dell'animale e il danno subito.
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Sentenze Giudice di Pace: i limiti all’appello
Una cittadina contesta una bolletta dell'acqua di basso importo. Il Giudice di Pace decide la causa secondo equità, accogliendo in parte la domanda. Un Comune appella la decisione, ma il Tribunale dichiara l'appello inammissibile. La Corte di Cassazione conferma l'inammissibilità anche del ricorso successivo, chiarendo i rigidi limiti di impugnazione per le sentenze del giudice di pace di valore modesto e sottolineando l'importanza del principio di autosufficienza del ricorso.
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Affitto d’azienda o locazione? La Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società franchisor che qualificava come affitto d'azienda il contratto con cui concedeva un locale commerciale a un franchisee. I giudici confermano la natura di locazione commerciale, stabilita nei gradi di merito, sottolineando che la valutazione della sostanza del contratto è un'analisi di fatto non riesaminabile in sede di legittimità, specialmente in presenza di una 'doppia conforme' decisione di primo grado e appello.
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Società cancellata: i diritti degli ex soci
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza una causa complessa riguardante una società cancellata. Il caso verte sulla possibilità per gli ex soci di agire per il risarcimento dei danni subiti dalla società prima della sua estinzione. La Corte d'Appello aveva negato tale diritto, ritenendo gli ex soci privi di legittimazione attiva. La Cassazione ha ritenuto la questione meritevole di un approfondimento per definire la sorte dei crediti risarcitori dopo l'estinzione della persona giuridica.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi specifici
Un cittadino impugna un preavviso di fermo amministrativo per violazioni del codice della strada. Nonostante il pagamento del debito in corso di causa, l'appello viene respinto. Il successivo ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile perché i motivi di ricorso non erano sufficientemente specifici e non contestavano la vera ragione della decisione (la cosiddetta 'ratio decidendi') della corte d'appello. L'ordinanza sottolinea i rigorosi requisiti di specificità che portano all'inammissibilità del ricorso in Cassazione.
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Aggravamento rischio assicurativo: la sentenza condizionata
Una struttura sanitaria ha citato in giudizio la sua compagnia assicurativa per un diniego di copertura, motivato da un presunto aggravamento rischio assicurativo dovuto a un cambio di sede. La Corte d'Appello aveva emesso una sentenza condizionata, obbligando la compagnia a coprire i sinistri solo a fronte del pagamento di un premio maggiorato da rinegoziare. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, ritenendola viziata sia per aver deciso oltre le domande delle parti (ultrapetizione), sia per aver dato per scontato l'aumento del rischio senza alcuna prova o motivazione.
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