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Art. 1079 Codice Civile

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Motivazione apparente: sentenza nulla se decide ultra petita
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello per motivazione apparente. Il caso riguardava una servitù di passaggio, dove la Corte d'Appello aveva individuato un percorso per l'esercizio del diritto che nessuna delle parti aveva richiesto, violando il principio della corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato. Secondo la Cassazione, una decisione che si discosta dalle domande e dai motivi d'appello, fornendo una soluzione autonoma e non richiesta, è viziata da motivazione apparente, poiché non rende percepibile l'iter logico-giuridico seguito.
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Probatio diabolica: prova attenuata con dante causa
Un proprietario ha citato in giudizio il vicino per la rimozione di un cancello che invadeva il suo terreno. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, rigettando il ricorso. Il punto cruciale della decisione è stato chiarire che il rigido onere della prova, noto come probatio diabolica, viene attenuato quando le parti in causa derivano il loro diritto di proprietà da un venditore originario comune (dante causa). La Corte ha stabilito che il cancello si trovava effettivamente sulla proprietà del ricorrente.
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Extrapetizione: giudice non può cambiare la domanda
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello per il vizio di extrapetizione. I giudici di secondo grado avevano trasformato una causa su una servitù di passaggio tra due condomini in una questione di comproprietà di un'area, andando oltre le richieste delle parti. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice non può alterare l'oggetto (petitum) né la ragione giuridica (causa petendi) della domanda, confermando un principio fondamentale del processo civile.
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