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Art. 107 Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea

Rimborso imposte sisma 1990: stop aiuti senza verifica cumulo
Una contribuente titolare di partita IVA ottiene la restituzione dei tributi versati per il triennio 1990-1992 in seguito agli eventi sismici della Sicilia orientale. L'Amministrazione Finanziaria impugna la decisione dei giudici tributari regionali, i quali avevano concesso l'agevolazione valutando la somma erogata in modo del tutto isolato rispetto ai tetti di legge. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso erariale. I Supremi Giudici stabiliscono che per ottenere il rimborso imposte sisma 1990 non è sufficiente considerare il singolo importo richiesto. Il giudice di merito deve calcolare l'insieme dei contributi pubblici percepiti dall'impresa nel triennio mobile per rispettare i limiti comunitari del de minimis. La controversia torna quindi alla corte tributaria per una nuova perizia dei requisiti economici.
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Proroga riscossione tributi locali: legittima anche senza gara UE
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per ICI non versata, sostenendo che la società di riscossione non avesse più il potere di agire. Secondo il cittadino, la continua proroga riscossione tributi locali, concessa per legge, violava le norme dell'Unione Europea sulla concorrenza. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. I giudici hanno stabilito che la riscossione dei tributi è un servizio pubblico che lo Stato può organizzare liberamente, anche affidandolo a una società interamente pubblica. Pertanto, le norme sulla concorrenza e sulle gare pubbliche non si applicano. La proroga era una misura transitoria legittima in attesa di una riforma del sistema, poi avvenuta.
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Danni da Fauna e Aiuti di Stato de minimis: L’Europa Prevale
La Corte di Cassazione si è pronunciata su una controversia relativa al risarcimento dei danni causati dalla fauna selvatica a un'azienda agricola. Il nodo centrale riguarda l'erogazione di tali fondi, qualificabili come Aiuti di Stato de minimis. Il giudice di merito aveva dato ragione all'impresa, ritenendo sufficiente il rispetto della normativa regionale che non richiedeva specifiche dichiarazioni sui contributi pregressi. La Suprema Corte, applicando i principi della Corte di Giustizia Europea, ha ribaltato la decisione. Ha stabilito che, in assenza di un registro informatico nazionale pienamente operativo, l'impresa ha l'obbligo inderogabile di presentare un'autocertificazione sugli Aiuti di Stato de minimis ricevuti nel triennio precedente. Tale dichiarazione deve intervenire prima della concessione del contributo. Senza questo adempimento, l'erogazione dei fondi è illegittima per violazione del diritto eurounitario.
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Termine rimborso fiscale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che accoglieva la richiesta di rimborso IRPEF di un contribuente, ritenendola tardiva. Il caso verteva sull'identificazione del corretto termine rimborso fiscale. La Corte ha stabilito che il termine di due anni per la richiesta decorre dall'entrata in vigore della legge che introduce l'agevolazione e non da successive proroghe dello stato di emergenza, che non incidono sul dies a quo.
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Aiuti di Stato de minimis: Cassazione sul rimborso
La Cassazione accoglie il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che per un rimborso fiscale su redditi misti (lavoro dipendente e autonomo), il giudice deve verificare la compatibilità con la normativa europea sugli aiuti di Stato de minimis. La sentenza impugnata è cassata con rinvio per non aver effettuato tale controllo.
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Esenzione TARSU: onere della prova sul contribuente
Un comune ha emesso un avviso di accertamento per la tassa rifiuti (TARSU) su alcuni depositi agricoli non dichiarati. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di secondo grado, ha stabilito un principio fondamentale: l'onere della prova per ottenere l'esenzione TARSU grava interamente sul contribuente. Quest'ultimo deve presentare una specifica denuncia al Comune e dimostrare che in determinate aree si producono rifiuti speciali non assimilabili a quelli urbani. In assenza di tale prova, la presunzione di produzione di rifiuti e la conseguente tassabilità prevalgono.
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Onere della prova TARSU: la parola al contribuente
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10182/2024, ha chiarito che l'onere della prova per l'esenzione dalla TARSU spetta interamente al contribuente. Nel caso esaminato, una società agricola si era vista annullare un avviso di accertamento per immobili adibiti a stalla e fienile. La Suprema Corte ha ribaltato la decisione, affermando che il contribuente non aveva adempiuto al proprio onere probatorio, omettendo di presentare la necessaria dichiarazione per le aree produttive di rifiuti speciali non assimilati e di fornire prove adeguate.
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Esenzione IMU enti non commerciali: la retta è simbolica?
La Corte di Cassazione nega l'esenzione IMU a un istituto religioso che gestisce una scuola paritaria. La Corte chiarisce che per ottenere il beneficio fiscale, l'attività didattica deve essere svolta gratuitamente o dietro un corrispettivo puramente simbolico. Poiché la scuola incassava rette significative, l'attività è stata considerata di natura commerciale, escludendo così il diritto all'esenzione IMU enti non commerciali, a prescindere dal fatto che l'ente operasse in perdita.
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Esenzione ICI enti ecclesiastici: retta non simbolica
La Corte di Cassazione nega l'esenzione ICI a un ente ecclesiastico che gestisce una scuola. La retta pagata dagli studenti, non essendo meramente simbolica ma contribuendo a coprire i costi, qualifica l'attività come commerciale, escludendo il beneficio fiscale. La sentenza sottolinea che per ottenere l'esenzione ICI per enti ecclesiastici, l'attività didattica deve essere gratuita o remunerata con un corrispettivo irrisorio.
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Condono fiscale IVA: la Cassazione e il diritto UE
La Corte di Cassazione ha stabilito che le norme nazionali che prevedono un condono fiscale sull'IVA, incluse le sanzioni, devono essere disapplicate perché in contrasto con il diritto europeo. Tali misure violano il principio di neutralità fiscale dell'IVA e si configurano come aiuti di Stato illegittimi. La Corte ha accolto il ricorso dell'Amministrazione finanziaria, cassando la sentenza di merito che aveva dato ragione a una società contribuente.
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Rimborso imposte dirette e aiuti di Stato de minimis
La Corte di Cassazione esamina un caso di rimborso imposte dirette richiesto da due coniugi per il triennio 1990-1992. La questione centrale è se una semplice autocertificazione sia una prova sufficiente per dimostrare il rispetto della regola europea 'de minimis' sugli aiuti di Stato, condizione necessaria per ottenere il rimborso. L'Agenzia delle Entrate contesta la decisione dei giudici di merito, che avevano concesso il rimborso basandosi su tale documento, portando il caso fino al giudizio di legittimità.
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Decadenza notifica cartelle sisma: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato l'illegittimità di alcune cartelle di pagamento notificate a una società cooperativa oltre i termini di legge. Il caso riguarda tributi dovuti per gli anni 1991-1994, nell'ambito delle agevolazioni per il sisma del 1990 in Sicilia. L'Agenzia delle Entrate sosteneva che la normativa sulla rateizzazione dei pagamenti avesse esteso anche i termini per la notifica. La Corte ha rigettato questa tesi, stabilendo il principio della decadenza notifica cartelle: la possibilità di pagare a rate non incide sui termini perentori entro cui l'amministrazione deve emettere l'atto impositivo. Le cartelle, notificate nel 2006, sono state quindi considerate tardive e nulle.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
Un contribuente impugna delle cartelle di pagamento di cui è venuto a conoscenza solo tramite estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge (ius superveniens), dichiara il ricorso originario inammissibile. La sentenza stabilisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è ora permessa solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e "qualificato", condizione non soddisfatta nel caso di specie. Di conseguenza, la Corte annulla la sentenza d'appello senza rinvio, poiché l'azione non poteva essere proposta.
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