LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1062 Codice Civile — Anno 2022

Pagina 2 di 2

Altri anni per Art. 1062 Codice Civile

Distanze legali: centrale termica troppo vicina al confine
Due vicini si scontrano in tribunale per la proprietà di un muro di confine, l'usucapione di una veduta e la posizione di una centrale termica. La Corte d'Appello respinge le richieste dei proprietari originari, ritenendo regolare la centrale termica perché distante più di tre metri dalle case vicine. La Corte di Cassazione accoglie parzialmente il ricorso dei proprietari. I giudici chiariscono che, per le installazioni pericolose come una centrale termica, le distanze legali vanno calcolate dal confine e non dalle costruzioni vicine. La sentenza viene annullata con rinvio per verificare la reale pericolosità dell'impianto rispetto al confine.
Continua »
Regolamento di confini: mappe catastali contro vecchi titoli
I Proprietari del Fondo A hanno citato in giudizio la Proprietaria del Fondo B chiedendo il regolamento di confini, la demolizione di un muretto e il riconoscimento di una servitù di passaggio. La Corte d'Appello ha respinto le domande basandosi sulla consulenza tecnica che ha ritenuto inattendibile la vecchia planimetria divisionale del 1954, preferendo le mappe catastali. I Proprietari del Fondo A hanno proposto ricorso per Cassazione e istanza di revocazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. L'istanza di revocazione andava proposta davanti allo stesso giudice d'appello, mentre le contestazioni sui confini richiedevano un inammissibile riesame del merito. Di conseguenza, i ricorrenti hanno perso la causa e sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Errore revocatorio: la svista del giudice non riapre la causa
Alcuni comproprietari di una villa contestavano l'obbligo di pagare un indennizzo per una servitù di scarico gravante sulla proprietà dei vicini. Dopo la conferma della condanna nei precedenti gradi e in Cassazione, i comproprietari hanno proposto ricorso per revocazione. Sostenevano che i giudici fossero incorsi in un errore di fatto, non accorgendosi che la servitù era nata per destinazione del padre di famiglia, escludendo così l'indennizzo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha chiarito che l'errore revocatorio non può riguardare valutazioni giuridiche o presunti errori dei giudici di merito, ma deve consistere in una pura svista materiale su atti interni al giudizio di legittimità. I ricorrenti sono stati condannati a pagare le spese processuali.
Continua »
Apparenza della servitù: quando la strada non basta a usucapire
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso tra proprietari di terreni confinanti relativo all'acquisto di una servitù di passaggio su una strada comune. Il nodo centrale della controversia riguarda l'apparenza della servitù, requisito fondamentale per l'acquisto tramite usucapione o destinazione del padre di famiglia. Per dimostrare l'apparenza, non basta la semplice presenza di un tracciato stradale, ma serve un elemento ulteriore che provi la specifica destinazione della via all'esercizio del passaggio a favore del fondo vicino. Poiché la questione presenta profili complessi e non è di immediata soluzione, la Corte ha rinviato la decisione alla pubblica udienza per un esame più approfondito.
Continua »