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Art. 1051 Codice Civile — Anno 2024

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Altri anni per Art. 1051 Codice Civile

Servitù coattiva: uso di prove da altro giudizio
La Corte di Cassazione ha confermato la costituzione di una servitù coattiva di passaggio a favore di un fondo intercluso. Con questa ordinanza, ha stabilito che una consulenza tecnica d'ufficio (CTU) proveniente da un precedente giudizio, anche se estinto, può essere legittimamente utilizzata come prova, a condizione che non sia stata contestata dalle parti. Inoltre, ha ribadito che l'esenzione dalla servitù prevista per case e giardini non si estende ai terreni destinati ad attività produttive o commerciali.
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Servitù di passaggio: quando il ricorso è inammissibile
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per la costituzione di una servitù di passaggio. La Corte ha rilevato che i ricorrenti non avevano contestato una ragione autonoma della sentenza di appello, la quale indicava una soluzione alternativa per l'accesso al fondo, rendendo l'impugnazione inefficace.
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Servitù coattiva di passaggio su fondo non intercluso
La Corte di Cassazione ha confermato la costituzione di una servitù coattiva di passaggio a favore di un'abitazione con accesso difficile, a carico del fondo di un istituto scolastico. La decisione si fonda sulla necessità di tutelare le esigenze abitative e l'accessibilità per persone con disabilità, anche quando il fondo non è completamente intercluso. La Suprema Corte ha respinto il ricorso della scuola, ritenendo corretta la valutazione della Corte d'Appello che aveva bilanciato i diritti delle parti, e ha confermato l'indennizzo stabilito, sottolineando che la valutazione dei fatti e delle prove spetta al giudice di merito.
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Interclusione da alienazione: la servitù di passaggio
La Corte di Cassazione chiarisce la disciplina della servitù di passaggio quando un fondo diventa intercluso a seguito di una vendita. L'ordinanza analizza il caso di due fratelli che si opponevano alla costituzione di una servitù a favore dei vicini, sostenendo che l'interclusione del loro fondo era un effetto diretto di un precedente atto di alienazione. La Corte ha cassato la decisione di merito per aver erroneamente applicato l'art. 1062 c.c. (destinazione del padre di famiglia) invece del più specifico art. 1054 c.c. sull'interclusione da alienazione, rinviando il giudizio alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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