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Art. 1, comma 2, lett. b), della l. 3 agosto 1998, n. 288

Imposta unica scommesse: il CTD non paga per il 2007
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23208/2024, ha stabilito un principio cruciale in materia di imposta unica scommesse. Analizzando il caso di un centro trasmissione dati (CTD) che aveva ricevuto un avviso di accertamento per l'anno 2007, la Corte ha annullato la pretesa fiscale. La decisione si fonda su un consolidato orientamento della Corte Costituzionale, secondo cui i CTD non possono essere considerati soggetti passivi del tributo per le annualità antecedenti al 2011. Di conseguenza, l'accertamento è stato ritenuto illegittimo.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un centro trasmissione dati (CTD) che operava per un bookmaker estero, confermando la sua responsabilità solidale per il pagamento dell'imposta unica scommesse per l'annualità 2011. La Corte ha stabilito che la normativa non viola i principi UE di non discriminazione o libera prestazione dei servizi, in quanto la tassazione si applica a tutte le scommesse raccolte sul territorio italiano, indipendentemente dalla sede dell'operatore. La decisione consolida l'orientamento secondo cui i CTD sono soggetti passivi d'imposta per le annualità successive al 2010.
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Incertezza normativa: annullate sanzioni fiscali
La Cassazione ha annullato le sanzioni fiscali a carico di un bookmaker estero per l'imposta unica sulle scommesse del 2010, riconoscendo una condizione di incertezza normativa oggettiva. Sebbene l'imposta sia dovuta, la poco chiara legislazione dell'epoca giustifica la non applicazione delle sanzioni. Rigettate le altre doglianze, inclusa quella sulla mancata traduzione dell'avviso di accertamento.
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Imposta unica scommesse: il bookmaker estero paga
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera, confermando la sua responsabilità solidale con un centro trasmissione dati (CTD) italiano per il pagamento dell'imposta unica scommesse. La Corte ha stabilito che sia il bookmaker straniero sia il CTD sono soggetti passivi d'imposta, che la normativa è compatibile con il diritto UE e che, per i periodi d'imposta successivi al 2010, non è possibile invocare l'incertezza normativa per evitare le sanzioni.
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Incertezza Normativa Sanzioni: Cassazione Annulla
Una società di scommesse estera è stata multata per evasione dell'imposta unica del 2008. La Cassazione ha confermato la debenza del tributo ma ha annullato le sanzioni, riconoscendo una condizione di oggettiva incertezza normativa sanzioni prima della legge chiarificatrice del 2010. La Corte ha ritenuto che l'ambiguità della legge giustificasse la non applicazione delle penalità.
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