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Art. 1 Codice di Procedura Penale — Sezione Quarta Penale

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Altri anni per Art. 1 Codice di Procedura Penale

Ingiusta detenzione: niente risarcimento con colpa grave
La Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino per il risarcimento da ingiusta detenzione. Sebbene assolto dall'accusa di associazione mafiosa, la sua condotta, caratterizzata da frequentazioni ambigue e uso di linguaggio criptico, è stata ritenuta causa della detenzione per colpa grave, escludendo così il diritto all'indennizzo.
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Esigenze cautelari e corruzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene su un caso di corruzione in un istituto penitenziario. La sentenza annulla con rinvio la misura interdittiva per alcuni agenti di polizia penitenziaria, sottolineando la necessità di una valutazione concreta e attuale delle esigenze cautelari, in particolare quando cambiano le mansioni lavorative dell'indagato. Vengono invece confermate le misure per altri indagati, per i quali il rischio di reiterazione del reato è stato ritenuto attuale e concreto.
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Presunzione custodia cautelare: quando è inammissibile
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro l'ordinanza che negava gli arresti domiciliari. La Corte ha confermato la validità della presunzione di custodia cautelare per reati di associazione finalizzata al traffico di droga, ritenendo la motivazione del Tribunale del Riesame logica, soprattutto alla luce della pregressa condotta dell'indagato durante una precedente misura restrittiva.
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Ingiusta detenzione: quando la colpa grave la esclude
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di negare la riparazione per ingiusta detenzione a un individuo assolto da reati di droga. La Corte ha stabilito che la condotta dell'imputato, caratterizzata da colpa grave, ha contribuito a causare l'emissione del provvedimento di custodia cautelare, escludendo così il suo diritto al risarcimento, come previsto dalla legge.
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Revisione penale e prova nuova: i limiti del riesame
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11628/2025, dichiara inammissibile un ricorso per revisione penale basato su una presunta 'prova nuova' già presente agli atti. La Corte ribadisce che la revisione penale non può essere usata per introdurre argomenti che non sono stati sollevati nei gradi di merito, consolidando così il principio della stabilità del giudicato.
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Revoca patente patteggiamento: obbligatoria per lesioni
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di patteggiamento per il reato di lesioni personali stradali aggravate (art. 590-bis, comma 2, c.p.), la revoca della patente di guida è una sanzione amministrativa accessoria obbligatoria e non può essere omessa dal giudice, né può formare oggetto di accordo tra le parti. La Corte ha annullato la sentenza di un Tribunale che aveva applicato la pena patteggiata senza disporre la revoca, chiarendo che tale sanzione consegue di diritto alla pronuncia e deve essere applicata d'ufficio.
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