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Art. 1 Codice di Procedura Civile — Anno 2026

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Altri anni per Art. 1 Codice di Procedura Civile

Transfer pricing: rinvio per trattative in corso
Una società operante nel commercio internazionale ha impugnato un avviso di accertamento relativo a presunte violazioni in materia di transfer pricing per l'anno d'imposta 2008. La controversia, riguardante il recupero di imposte IRES e IRAP, è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione dopo una decisione sfavorevole della Commissione Tributaria Regionale. Durante l'adunanza camerale, le parti hanno presentato un'istanza congiunta segnalando la pendenza di trattative concrete per risolvere la lite in via stragiudiziale. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, disponendo il rinvio a nuovo ruolo della causa.
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Principio di cartolarità e rimborso IVA inesistente
Una società ha impugnato il diniego di rimborso dell'IVA versata in relazione a note di credito emesse per operazioni oggettivamente inesistenti. Mentre i giudici di merito avevano rigettato la richiesta applicando rigidamente il principio di cartolarità, la Corte di Cassazione ha chiarito che tale principio non è assoluto. Se il rischio di perdita di gettito fiscale per l'Erario è stato definitivamente eliminato, ad esempio tramite il disconoscimento della detrazione in capo al destinatario, il contribuente ha diritto al rimborso dell'imposta indebitamente versata.
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Utili extra-contabili: guida alla responsabilità soci
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di accertamento fiscale riguardante la distribuzione di utili extra-contabili in società a ristretta base partecipativa. Il contenzioso nasce da verifiche fiscali che hanno rilevato operazioni inesistenti e omessa presentazione delle dichiarazioni. La Corte ha stabilito che le dimissioni fittizie di un amministratore, volte a evadere il fisco, non rendono nulla la notifica degli atti se il soggetto continua a operare come gestore effettivo. Inoltre, è stato chiarito che l'eventuale nullità dell'accertamento societario per vizi di notifica non comporta automaticamente la nullità degli atti verso i soci, data l'autonomia delle posizioni fiscali e la persistenza del fatto storico dell'evasione.
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Errore materiale: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso volto alla correzione di un presunto errore materiale contenuto in una precedente ordinanza. Il ricorrente lamentava l'omessa indicazione dei codici fiscali delle parti e la mancanza della firma del giudice relatore. La Suprema Corte ha stabilito che l'assenza del codice fiscale non costituisce un vizio dell'atto e che, per le ordinanze emesse in camera di consiglio, è sufficiente la firma del solo Presidente. Inoltre, è stata rilevata l'invalidità della procura speciale, poiché rilasciata in data anteriore alla pubblicazione del provvedimento impugnato.
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Procedibilità del ricorso: prova notifica PEC
Gli eredi di una donna deceduta hanno impugnato una sentenza d'appello riguardante una richiesta di risarcimento danni per un incidente avvenuto in un cimitero comunale. La Suprema Corte ha rilevato un difetto insuperabile riguardante la procedibilità del ricorso. I ricorrenti, pur dichiarando di aver ricevuto la notifica della sentenza via PEC, non hanno depositato il messaggio di posta elettronica certificata completo di ricevute. Tale omissione impedisce alla Corte di verificare la tempestività dell'impugnazione, portando alla dichiarazione di improcedibilità e alla condanna alle spese.
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Distrazione delle spese: correzione errore materiale
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza di correzione di errore materiale presentata da due legali che, pur avendo richiesto la distrazione delle spese, avevano visto liquidare i compensi a favore della società assistita. Il provvedimento chiarisce che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese non richiede un'impugnazione ordinaria, ma può essere risolta tramite il procedimento di correzione ex artt. 287 e 288 c.p.c. Tale procedura garantisce la celerità necessaria per fornire al difensore antistatario un titolo esecutivo valido.
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Responsabilità civile e indennizzo assicurativo
Un'impresa edile ha richiesto l'indennizzo alla propria compagnia assicuratrice per i costi sostenuti nel riparare una fognatura danneggiata durante dei lavori di scavo. Tuttavia, un precedente giudizio definitivo aveva stabilito l'assenza di responsabilità civile dell'impresa, definendo l'evento come imprevedibile e non evitabile. La Corte di Cassazione ha confermato che, se viene accertata l'assenza di colpa dell'assicurato, la polizza per la responsabilità civile non può essere attivata, poiché manca il presupposto giuridico del danno risarcibile a terzi.
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Autotutela: stop al contenzioso fiscale in Cassazione
Un istituto bancario ha impugnato un avviso di accertamento IRES e IRAP relativo alla deducibilità di costi per operazioni di cartolarizzazione. Dopo i rigetti in primo e secondo grado, la banca ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, l'Agenzia delle Entrate ha esercitato il potere di Autotutela, annullando integralmente l'atto impositivo. La Suprema Corte ha dunque dichiarato la cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese legali e l'esclusione del raddoppio del contributo unificato.
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Vittime del dovere: rivalutazione e diritto di difesa
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria in merito a una controversia tra il Ministero della Difesa e l'erede di un soggetto equiparato a vittime del dovere. Al centro della disputa vi è il diritto alla rivalutazione annuale dei benefici economici con decorrenza dal 2003. La Suprema Corte, rilevando che il difensore del cittadino non risulta più iscritto all'albo e che la notifica personale non è andata a buon fine per trasferimento del destinatario, ha disposto la rinnovazione della comunicazione dell'avviso di udienza per garantire l'integrità del contraddittorio.
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Correzione errore materiale: le novità procedurali
La Corte di Cassazione chiarisce le modalità di correzione errore materiale a seguito della riforma Cartabia. Sebbene la proposta del relatore sia stata abolita, il diritto al contraddittorio impone che la cancelleria comunichi alle parti l'istanza presentata dall'ente impositore, evitando l'inammissibilità del procedimento tramite un rinvio per integrare la comunicazione.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese di giudizio.
A seguito di una controversia di lavoro per straordinari non pagati, la società ricorrente ha depositato formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, precisando che in caso di rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato e non vi è condanna alle spese se l'intimato non ha svolto attività difensiva.
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Carenza di interesse: inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. Sebbene un accordo transattivo non fosse stato sottoscritto da tutte le parti, la sua presentazione insieme alla richiesta di chiudere il caso ha dimostrato il disinteresse della ricorrente a proseguire il giudizio.
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Notifica della sentenza: termini e ricorso tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società e di un fideiussore poiché presentato oltre i termini di legge. Nonostante i ricorrenti invocassero il termine semestrale, la controparte ha dimostrato l'avvenuta notifica della sentenza via PEC, attivando il termine breve. Tale condotta, unita al rifiuto di una proposta di definizione anticipata, ha comportato una condanna per responsabilità aggravata e abuso del processo.
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Rottamazione-quater ricorso: stop al giudizio
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una contribuente che, dopo aver impugnato un accertamento su plusvalenze da cessione di terreni, ha aderito alla rottamazione-quater ricorso. I giudici hanno dichiarato l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza d'interesse, stabilendo la compensazione delle spese legali.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Il caso riguarda gli eredi di un ricorrente che, intervenuti in un giudizio di legittimità per risarcimento danni, hanno depositato atto di rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, verificata l'accettazione della controparte, ha dichiarato l'estinzione del procedimento. La decisione sottolinea come la rinuncia al ricorso estingua il giudizio senza ulteriori oneri fiscali.
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Definizione agevolata: via libera alla cartella
La Corte di Cassazione chiarisce che la definizione agevolata è applicabile anche alle liti riguardanti cartelle esattoriali emesse a seguito di controllo automatizzato, qualora queste rappresentino il primo atto di contestazione del debito d'imposta. La decisione annulla il diniego dell'Ufficio, confermando l'estinzione del giudizio.
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Revocazione errore di fatto: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione errore di fatto presentato da una società di factoring. Il ricorrente lamentava la mancata percezione di una memoria difensiva contenente un'eccezione di giudicato esterno. La Corte ha stabilito che l'errore percettivo deve essere decisivo e che l'identità del rapporto giuridico non può essere presunta genericamente ma deve risultare con precisione dagli atti.
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Revocazione per errore di fatto: quando è ammessa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione per errore di fatto presentato da una associazione professionale. Il ricorrente lamentava l'omessa valutazione di un motivo riguardante il calcolo dei danni operato da un consulente tecnico. La Corte ha chiarito che l'errore revocatorio deve essere puramente percettivo e non può riguardare l'attività interpretativa o valutativa del giudice, confermando la condanna della parte ricorrente alle spese.
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Successione dei soci nei crediti della società estinta
La Corte di Cassazione affronta il tema della successione dei soci nei crediti residui di una società di persone cancellata. Il caso nasce dalla richiesta di rimborso di una somma versata a una compagnia assicurativa tramite una società poi estinta. La Corte d'Appello aveva negato il diritto al rimborso, presumendo una rinuncia al credito non inserito nel bilancio finale. Tuttavia, la Cassazione ha stabilito che l'estinzione societaria non implica la rinuncia automatica ai crediti, i quali si trasferiscono ai soci, gravando sul debitore l'onere di provare l'eventuale rinuncia espressa.
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Contributi INPS e accertamento fiscale: la sentenza
La Corte di Cassazione ha stabilito che la definizione agevolata di una lite tributaria non annulla automaticamente la pretesa per i contributi INPS e accertamento fiscale basati sull'atto originario. L'ente previdenziale può legittimamente richiedere le somme se il contribuente non fornisce prove contrarie idonee a superare la presunzione di maggior reddito emersa in sede fiscale.
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