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Volume Tecnico

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Provvedimenti

Volume tecnico: la sopraelevazione che non viola le distanze
Un proprietario ha citato in giudizio il vicino per l'innalzamento del tetto, ritenendola una nuova costruzione che violava le distanze legali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che una modifica di modesta entità, funzionale a esigenze tecniche come coibentazione e consolidamento, e che non crea un vano abitabile, costituisce un mero volume tecnico irrilevante ai fini delle distanze tra edifici.
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Abuso edilizio paesaggistico: calcolo dei volumi
Una cittadina ha impugnato un'ordinanza di demolizione per un'opera illegale in un'area protetta, sostenendo un errato calcolo del volume. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che nel contesto di un abuso edilizio paesaggistico, anche i cosiddetti "volumi tecnici" devono essere conteggiati se hanno un impatto visivo sul paesaggio. Questa decisione conferma un criterio di calcolo più restrittivo per la tutela ambientale e convalida l'ordine di demolizione.
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Distanze legali ascensore: la Cassazione chiarisce
Un cittadino ha citato in giudizio un Comune per l'installazione di un ascensore esterno che limitava il suo diritto di veduta. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni precedenti, ha stabilito che un ascensore esterno non può essere considerato un semplice 'volume tecnico' esente dal rispetto delle norme sulle distanze. Si tratta di una 'costruzione' a tutti gli effetti, soggetta alle distanze legali, in particolare quelle a tutela del diritto di veduta (art. 907 c.c.). La Corte ha inoltre precisato che le deroghe previste dalla legge per l'abbattimento delle barriere architettoniche si applicano solo in ambito condominiale e non nei rapporti tra proprietà distinte, accogliendo così le ragioni del ricorrente.
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Proprietà locale caldaia: quando è bene comune?
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito la questione sulla proprietà locale caldaia in ambito condominiale. Il caso riguardava la rivendicazione di proprietà esclusiva di tale vano da parte di un condomino. La Corte ha ribadito che il locale caldaia, in quanto volume tecnico, si presume bene comune ai sensi dell'art. 1117 c.c. Per vincere tale presunzione, non è sufficiente un regolamento unilaterale del costruttore, ma è necessario un 'titolo contrario' presente nel primo atto di vendita che ha dato origine al condominio. In assenza di tale prova, il locale resta di proprietà condominiale.
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