Due giovani sono stati condannati per violenza sessuale di gruppo e diffusione illecita di video espliciti ai danni di due bambine. Le vittime venivano condotte con minacce in un casolare isolato, dove subivano abusi alla presenza del branco. Uno degli imputati agiva come autore materiale e promotore, mentre l'altro svolgeva il ruolo di vedetta, deridendo le minori e diffondendo le registrazioni. I difensori hanno presentato ricorso per Cassazione contestando la capacità di intendere del primo e invocando il ruolo marginale del secondo. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. I giudici hanno chiarito che anche fare da vedetta integra a pieno titolo la violenza sessuale di gruppo, poiché annulla la capacità di difesa delle vittime e rafforza il piano criminale. Le condanne a oltre tredici anni e a oltre otto anni di reclusione sono diventate definitive.
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