Una banca aveva concesso un mutuo fondiario per un importo superiore al limite di finanziabilità dell'80% del valore dell'immobile. La Corte d'Appello aveva dichiarato nullo l'intero contratto. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5715/2025, ha annullato tale decisione, stabilendo che il superamento del limite di finanziabilità del mutuo fondiario non comporta la nullità del contratto. La norma violata, infatti, ha natura di vigilanza prudenziale a tutela della stabilità della banca e non è una norma imperativa posta a garanzia del cliente. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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