LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Versamenti

Definizione

Operazioni di deposito di denaro su un conto corrente che il fisco può presumere essere ricavi non dichiarati.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Accertamento bancario: prelievi salvi per i professionisti
L'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di accertamento nei confronti di un odontoiatra, rideterminando il suo reddito imponibile tramite indagini finanziarie. Il fisco ha considerato sia i versamenti sia i prelevamenti sul conto corrente come compensi non dichiarati. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del professionista, stabilendo che l'accertamento bancario basato sulla presunzione legale per cui i prelevamenti equivalgono a ricavi si applica esclusivamente agli imprenditori. Per i lavoratori autonomi, infatti, i prelevamenti non possono essere considerati automaticamente compensi imponibili, a differenza dei versamenti per i quali resta l'onere della prova contraria a carico del contribuente. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio.
Continua »
Fisco vs Professionista: prelevamenti non tassabili senza prove
Una professionista riceve un accertamento fiscale basato su versamenti e prelevamenti non giustificati sul suo conto corrente. La Corte di Cassazione interviene e chiarisce un punto fondamentale: la presunzione prelevamenti professionista, secondo cui i prelievi equivalgono a ricavi non dichiarati, è illegittima. A seguito di una storica sentenza della Corte Costituzionale, spetta all'Agenzia delle Entrate dimostrare che quei prelievi sono stati usati per investimenti professionali. La presunzione resta invece valida per i versamenti. La Corte ha quindi annullato la precedente decisione, che aveva erroneamente addossato alla contribuente l'onere di giustificare i prelievi e non aveva motivato adeguatamente la sua valutazione.
Continua »
Accertamento bancario: la prova per i professionisti
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro un professionista in merito a un accertamento bancario basato su versamenti non giustificati. La Corte ha ribadito che, mentre per i prelevamenti dei lavoratori autonomi non opera più la presunzione di reddito, per i versamenti resta l'onere del contribuente di fornire una prova analitica per ogni singola operazione. Il giudice d'appello aveva omesso di valutare analiticamente le giustificazioni fornite, limitandosi a un giudizio generico di sufficienza delle prove.
Continua »
Accertamento bancario: versamenti e prova contraria
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro un professionista in merito a un accertamento bancario. La controversia riguardava la distinzione tra versamenti e prelevamenti sui conti correnti. Mentre per i prelevamenti dei professionisti la presunzione di reddito è stata dichiarata incostituzionale, per i versamenti resta l'obbligo del contribuente di fornire una prova analitica per ogni singola operazione. La Corte ha stabilito che, in assenza di tale prova, i versamenti non giustificati devono essere considerati compensi soggetti a tassazione, cassando la decisione di merito che aveva erroneamente equiparato le due tipologie di movimenti.
Continua »
Decadenza ICI: i termini per l’accertamento comunale
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di un avviso di accertamento per intervenuta **Decadenza ICI**. Poiché l'obbligo generale di dichiarazione è stato soppresso a partire dal 2007, il termine quinquennale per l'esercizio del potere impositivo decorre dal 31 dicembre dell'anno in cui il tributo doveva essere versato. Nel caso analizzato, relativo all'annualità 2009, il termine scadeva il 31 dicembre 2014, rendendo nulla la notifica effettuata dal Comune solo a fine 2015.
Continua »
Rimborso IRAP: termine di 48 mesi per l’istanza
La Corte di Cassazione ha chiarito i termini per ottenere il Rimborso IRAP in caso di errori materiali nella dichiarazione dei redditi. Una società aveva erroneamente indicato un credito d'imposta in un rigo destinato alla compensazione anziché in quello per le eccedenze dell'anno precedente. L'Amministrazione Finanziaria aveva negato il rimborso eccependo la decadenza biennale prevista dalla norma generale. Gli Ermellini hanno invece stabilito che, trattandosi di versamenti diretti, si applica il termine speciale di 48 mesi previsto dall'art. 38 del d.P.R. 602/1973, che prevale sulla norma sussidiaria biennale. La decisione conferma che il diritto al rimborso sussiste anche in presenza di errori formali o dichiarazioni omesse, purché il credito sia provato.
Continua »
Rimborso IRAP e compensazione: vale come pagamento?
Una società ha richiesto il rimborso IRAP per le spese del personale, deducibili dall'IRES. L'imposta era stata saldata tramite compensazione con un altro credito fiscale. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, sostenendo che solo i versamenti in denaro fossero validi. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società, stabilendo che la compensazione è una forma di pagamento a tutti gli effetti, garantendo così il diritto al rimborso IRAP.
Continua »
Accertamenti bancari professionisti: la Cassazione
La Corte di Cassazione interviene sul tema degli accertamenti bancari ai professionisti, chiarendo un punto fondamentale. A seguito di un ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro uno studio legale, la Corte ha stabilito che la presunzione legale secondo cui i versamenti su conto corrente costituiscono reddito non dichiarato resta pienamente valida per i professionisti. La sentenza della Corte Costituzionale del 2014 aveva invalidato tale presunzione solo per i prelevamenti, non per i versamenti. La Cassazione ha quindi annullato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva erroneamente esteso l'inutilizzabilità delle indagini bancarie anche ai versamenti, rinviando il caso a un nuovo giudizio.
Continua »