Un uomo adulto viene condannato per aver videoregistrato di nascosto un rapporto sessuale con la sua partner quindicenne. La ragazza aveva acconsentito al rapporto, ma non sapeva di essere ripresa. La Cassazione conferma la condanna per il reato di utilizzazione del minore per pornografia. I giudici stabiliscono un principio fondamentale: il consenso all'atto sessuale non include automaticamente il consenso alla videoregistrazione. Realizzare il video all'insaputa della minore integra il reato, perché la trasforma in uno strumento per la produzione di materiale pornografico, configurando pienamente l'utilizzazione vietata dalla legge.
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