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Unicità dell'accertamento

Definizione

Principio secondo cui, una volta emesso un avviso di accertamento per un dato periodo d'imposta, l'amministrazione finanziaria ha esaurito il suo potere e non può emetterne un altro, salvo i casi eccezionali previsti dalla legge.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Accertamento integrativo: legittimo se i conti sono nuovi
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un accertamento integrativo nei confronti dei soci di una società di persone, basandosi su indagini bancarie della Guardia di Finanza emerse dopo un primo controllo. I giudici di merito avevano annullato l'atto, ritenendo violato il principio di unicità dell'accertamento poiché ritenevano gli elementi già conoscibili. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Fisco. I giudici di legittimità hanno stabilito che l'accertamento integrativo è pienamente legittimo se si fonda su elementi effettivamente nuovi e non valutati in precedenza, come i flussi finanziari emersi da accertamenti bancari successivi. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Sicilia.
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Unicità dell’accertamento: Fisco battuto sul secondo avviso
Un professionista riceve un secondo avviso di accertamento per lo stesso anno d'imposta, dopo un primo accertamento parziale. Il contribuente si oppone, invocando il principio di unicità dell'accertamento. La Corte di Cassazione accoglie il suo ricorso, stabilendo un principio fondamentale: un secondo accertamento è legittimo solo se basato su dati nuovi, venuti a conoscenza dell'Agenzia delle Entrate dopo il primo avviso. Non basta che il primo atto sia definito 'parziale'. L'onere di dimostrare la novità dei dati spetta al Fisco. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente, che aveva dato torto al contribuente, e ha rinviato il caso a un nuovo giudice per una corretta valutazione dei fatti.
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Accertamento integrativo nullo senza nuovi fatti: Fisco sconfitto
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento IRAP emesso dall'Agenzia delle Entrate nei confronti di una società. L'Agenzia aveva già notificato un primo avviso per lo stesso anno e, successivamente, ne ha inviato un secondo basato sulla semplice riconsiderazione degli stessi fatti e documenti già in suo possesso. La Corte ha stabilito che un accertamento integrativo è illegittimo se non si fonda su elementi nuovi, sopravvenuti dopo il primo atto. Emettere un secondo avviso basandosi su una diversa valutazione di dati già noti viola il principio di unicità dell'accertamento e il diritto di difesa del contribuente. Di conseguenza, l'Agenzia delle Entrate ha perso la causa.
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Accertamento integrativo: i limiti per il Fisco
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento emesso dall'Agenzia delle Entrate, ribadendo un principio fondamentale: un accertamento integrativo è legittimo solo in presenza di elementi realmente nuovi e non noti in precedenza all'Ufficio. Una semplice rivalutazione di dati già in possesso dell'amministrazione non giustifica un secondo atto impositivo, violando il principio di unicità dell'accertamento. La sentenza sottolinea come, una volta emesso il primo avviso, il potere impositivo del Fisco per quel periodo si consideri 'consumato'.
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