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Trattato Internazionale

Definizione

Accordo tra due o più Stati per regolare questioni di interesse comune, come le tasse sui cittadini che operano in entrambi i Paesi.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Affidamento in prova all’estero: no all’esecuzione fuori dall’UE
Un uomo condannato per bancarotta fraudolenta a quattro anni di reclusione ha richiesto la misura alternativa dell'affidamento in prova all'estero, chiedendo di poterla svolgere a Dubai. Il Tribunale di sorveglianza ha respinto l'istanza. Il condannato ha quindi proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata considerazione del suo nuovo impiego lavorativo e del trasferimento negli Emirati Arabi Uniti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La legge italiana e comunitaria consente l'esecuzione delle misure alternative esclusivamente all'interno degli Stati membri dell'Unione Europea. Il trattato bilaterale con gli Emirati Arabi Uniti riguarda unicamente il trasferimento di detenuti soggetti a pena carceraria e non si applica all'affidamento in prova richiesto da cittadini italiani residenti all'estero. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
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Doppia imposizione fiscale: il Fisco deve rimborsare il TFR
Un ex dirigente d'azienda, trasferito in Slovacchia, ha richiesto il rimborso delle ritenute IRPEF subite in Italia sul TFR e sull'incentivo all'esodo. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, sostenendo che il contribuente non avesse dimostrato l'effettivo pagamento delle imposte nel nuovo Paese di residenza. La Corte di Cassazione ha dato ragione al lavoratore, accogliendo il ricorso. I giudici hanno stabilito che la Convenzione contro la doppia imposizione fiscale assegna la potestà tassativa in via esclusiva allo Stato di residenza. Non occorre provare l'effettiva tassazione all'estero per ottenere la restituzione delle trattenute italiane, poiché le norme internazionali prevalgono su quelle nazionali. Di conseguenza, il Fisco italiano deve rimborsare interamente le somme trattenute.
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Libera circolazione dei capitali: rimborsati i dividendi USA
Un fondo di investimento statunitense ha richiesto il rimborso delle ritenute del 15% applicate sui dividendi distribuiti da società italiane tra il 2007 e il 2010, lamentando una discriminazione rispetto ai fondi italiani, tassati al 12,5%. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fondo estero, stabilendo che la differenza di trattamento viola il principio di libera circolazione dei capitali sancito dall'art. 63 T.F.U.E. I giudici hanno chiarito che le convenzioni bilaterali contro le doppie imposizioni non possono giustificare restrizioni discriminatorie contrarie al diritto dell'Unione Europea. Inoltre, la comparazione per valutare la discriminazione deve basarsi esclusivamente sulla normativa dello Stato in cui avviene l'investimento, senza considerare la tassazione applicata nello Stato di residenza del fondo estero. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado dell'Abruzzo.
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Libera circolazione dei capitali: fisco italiano battuto da fondo USA
Un fondo di investimento con sede negli Stati Uniti ha richiesto il rimborso delle maggiori ritenute subite sui dividendi distribuiti da società italiane tra il 2007 e il 2010. Il fisco italiano aveva applicato l'aliquota del 15% prevista dalla convenzione bilaterale, mentre i fondi italiani pagavano solo il 12,5%. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fondo estero, stabilendo che questa disparità viola il principio di libera circolazione dei capitali sancito dall'art. 63 del TFUE. I giudici hanno chiarito che le norme europee si applicano anche ai rapporti con Stati terzi e che i trattati internazionali non possono giustificare discriminazioni fiscali interne. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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