La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro di dodici quadri d'epoca, negando la restituzione al compratore. Il caso riguarda un **sequestro preventivo a un terzo acquirente** nell'ambito di un'indagine per appropriazione indebita a carico della venditrice. L'acquirente sosteneva di aver comprato le opere in buona fede, ma i giudici hanno respinto la sua tesi. L'elemento decisivo è stata la forte sproporzione tra il valore reale dei quadri e il prezzo di acquisto, ritenuto troppo basso. Questa circostanza, secondo la Corte, escludeva la buona fede, poiché un compratore diligente si sarebbe dovuto insospettire. L'appello è stato dichiarato inammissibile perché mirava a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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