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Termini Impugnazione Penale

Definizione

I giorni stabiliti per legge entro cui la parte deve contestare una decisione giudiziaria.

Orientamento della Cassazione

Su LexCED 70 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2026). Nel 87% dei casi il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

Esito del ricorso

  • Accolto, anche in parte 12%
  • Rigettato 1%
  • Inammissibile 87%

Provvedimenti per anno

2022 2023 2024 2025 2026

Sezioni

  • Penale Sez. 751%
  • Penale Sez. 233%
  • Penale Sez. 516%

Precedenti più richiamati

  • Cass. S.U. 698/2019in 4 provvedimenti
  • Cass. 1585/2023in 4 provvedimenti
  • Cass. 49315/2023in 4 provvedimenti
  • Cass. S.U. 42361/2017in 3 provvedimenti

Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Termini impugnazione penale: Notifica tardiva non riapre i giochi
Un Imputato ha presentato un ricorso contro la dichiarazione di inammissibilità del suo appello, ritenuto tardivo. L'Imputato sosteneva che una notifica non dovuta della sentenza di primo grado avesse fatto decorrere nuovamente i termini impugnazione penale. Ha anche sollevato una questione di legittimità costituzionale sull'equiparazione del sabato alla domenica per i termini processuali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che una notifica non necessaria non riapre i termini per l'impugnazione e ha giudicato generica la questione costituzionale. L'Imputato ha perso e dovrà pagare le spese.
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Termini di impugnazione penale: ricorso tardivo e condanna
L'Imputato ha impugnato davanti alla Corte di Cassazione una sentenza emessa dal Giudice per le indagini preliminari. Il giudice di primo grado aveva letto la decisione e le relative motivazioni contestualmente in udienza il 7 marzo 2022. La difesa ha depositato l'atto di impugnazione soltanto il 17 giugno 2022, superando ampiamente il termine di quindici giorni previsto dalla legge. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile senza formalità. Il mancato rispetto dei termini di impugnazione penale comporta la definitività della pronuncia impugnata e la condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Termini di impugnazione penale: Sentenza non notificata, ricorso tardivo?
Un Lavoratore è stato condannato in primo grado per reati legati all'immigrazione clandestina e truffa. Ha presentato appello, ma la Corte d'Appello lo ha dichiarato tardivo. Il Lavoratore ha quindi proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che il suo appello fosse tempestivo e sollevando una questione di legittimità costituzionale sull'interpretazione dei Termini di impugnazione penale. Egli riteneva che la sentenza di primo grado dovesse essergli notificata, facendo decorrere i termini solo da quel momento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio consolidato: la sentenza emessa in giudizio abbreviato non deve essere notificata all'imputato assente, e quindi i termini per impugnare decorrono indipendentemente da tale notifica.
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Termini di impugnazione penale: il verbale smentisce l’appello
Un cittadino ha proposto ricorso per contestare la dichiarazione di inammissibilità del proprio appello. Il ricorrente sosteneva che non fossero decorsi i termini di impugnazione penale più brevi, poiché mancava la prova della lettura della motivazione in udienza. La Corte di Cassazione ha esaminato il verbale d'udienza originale e ha accertato la presenza della lettura contestuale del dispositivo e della motivazione. Di conseguenza, i termini di impugnazione penale decorrevano dal giorno della decisione in aula. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione di tremila euro.
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Tardività dell’Appello: La Data di Deposito Che Inganna la Giustizia
Una persona, condannata per minaccia, ha presentato appello. Il Tribunale ha dichiarato l'appello inammissibile per presunta tardività, ritenendo fosse stato depositato oltre i termini. L'Imputata ha contestato questa decisione, sostenendo che la data di deposito effettiva fosse precedente a quella registrata e rientrasse nei termini di legge. Ha prodotto un'attestazione di cancelleria che evidenziava una discordanza tra la data apposta sull'atto cartaceo e quella risultante dal sistema informatico. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la pronuncia di inammissibilità e rinviando il caso al Tribunale. La Corte ha stabilito che il giudice di merito deve accertare con precisione l'effettiva data di deposito dell'atto, fondamentale per valutare la tempestività dell'impugnazione penale.
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Appello tardivo: la Cassazione conferma l’inammissibilità del ricorso penale
Un Cittadino, condannato per diffamazione e minaccia, ha visto il suo appello dichiarato inammissibile per tardività. Ha poi presentato ricorso in Cassazione, contestando l'errata applicazione della sospensione feriale dei termini. La Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso penale, stabilendo che la sospensione feriale non si applica al deposito delle motivazioni della sentenza. L'appello era stato depositato oltre i termini previsti. Il Cittadino ha perso e dovrà pagare spese processuali e una sanzione.
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Appello tardivo: il Termine impugnazione penale decorre dal verbale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo (Il Ricorrente) per tardività. Il Ricorrente aveva impugnato una condanna, sostenendo che il Tribunale non avesse specificato la lettura contestuale della motivazione, rendendo applicabile il termine di trenta giorni. Tuttavia, la Cassazione ha confermato che il verbale di udienza attestava la lettura integrale della sentenza, inclusa la motivazione. Questo ha reso applicabile il più breve Termine impugnazione penale di quindici giorni, rendendo l'appello tardivo. Il Ricorrente dovrà pagare le spese processuali e una sanzione.
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Termini di impugnazione penale: ricorso tardivo e condanna
L'Imputato ha presentato ricorso per cassazione contro una sentenza emessa il 31 marzo 2022, per la quale il giudice aveva depositato contestualmente le motivazioni. Il difensore ha depositato l'atto di impugnazione il 29 aprile 2022. La Corte di Cassazione ha rilevato il mancato rispetto dei termini di impugnazione penale, fissati dalla legge a 15 giorni dalla lettura della decisione in caso di motivazione contestuale. Di conseguenza, il termine utile scadeva il 15 aprile 2022. I giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso e hanno condannato L'Imputato alle spese legali e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Guida senza Patente: Appello Tardivo, Cassazione Conferma i Brevi Termini Impugnazione Penale
Una persona è stata condannata per aver guidato senza patente, che era stata revocata, e con recidiva. Ha presentato appello, ma la Corte d'Appello lo ha dichiarato inammissibile per tardività. L'imputata ha quindi fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che l'appello non era tardivo perché la sentenza di primo grado non aveva una motivazione contestuale, come invece affermato dalla Corte d'Appello. La Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso, ribadendo che il verbale d'udienza attestava la lettura della sentenza con motivazione contestuale, rendendo validi i brevi termini impugnazione penale di quindici giorni.
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Termini di impugnazione penale tra assenza e procura speciale
L'Imputato presenta ricorso contro l'ordinanza che ha dichiarato tardivo il suo appello. La difesa sostiene che l'assistito avesse diritto all'estensione di quindici giorni sui Termini di impugnazione penale, prevista per chi viene giudicato in assenza. La Corte di Cassazione respinge la richiesta. I giudici chiariscono che il conferimento di una procura speciale per la richiesta di un rito alternativo rende la persona giuridicamente presente nel processo. Questo principio trova applicazione anche se la difesa non formula poi la richiesta di rito speciale in udienza. Di conseguenza, l'assistito non beneficia dei tempi allungati per l'impugnazione. La condanna per porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere diventa definitiva e il ricorrente deve pagare le spese processuali.
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Termini di impugnazione penale: ricorso tardivo e sanzione
Un cittadino condannato per il reato di getto pericoloso di cose ha impugnato la sentenza della Corte di Appello davanti alla Corte di Cassazione. Il giudice di secondo grado aveva fissato novanta giorni per depositare la motivazione, rispettando puntualmente la scadenza prefissata. Di conseguenza, il termine di quarantacinque giorni per presentare il ricorso decorreva dalla scadenza del termine di deposito stabilito per il giudice. Il difensore ha però notificato il ricorso con un mese di ritardo rispetto alla scadenza perentoria. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività, condannando il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende per il mancato rispetto dei termini di impugnazione penale.
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Termini di impugnazione penale: ricorso tardivo e condanna
Un imputato, condannato per il reato di rapina aggravata in primo grado e in appello, ha proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione lamentando violazioni del diritto di difesa e vizi di motivazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione senza esaminare i motivi sollevati. La difesa ha depositato l'atto oltre la scadenza di legge, calcolata dal deposito tempestivo delle motivazioni della sentenza di secondo grado. Il calcolo per i termini di impugnazione penale segue criteri rigidi e inderogabili fissati dal codice di rito, rendendo irrilevante la data di eventuale successiva comunicazione alla parte. Di conseguenza, i giudici hanno confermato la condanna penale e hanno sanzionato il ricorrente con il pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Termini di impugnazione penale: il ricorso in ritardo costa caro
L'Imputata è stata condannata per molteplici furti continuati. Ha proposto ricorso in Cassazione contestando la sussistenza dei reati e la pena inflitta. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato il mancato rispetto dei termini di impugnazione penale. L'avviso di deposito della sentenza d'appello era stato notificato il 27 maggio 2021, fissando la scadenza per il ricorso al 26 giugno 2021. L'atto è stato invece depositato il 30 giugno 2021, risultando tardivo. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato l'Imputata al pagamento delle spese processuali e di quattromila euro a favore della Cassa delle Ammende.
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Termini di impugnazione penale: il ritardo costa caro
Il caso riguarda un automobilista condannato a due mesi di reclusione per lesioni stradali. L'uomo ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione per contestare la sentenza d'appello. Tuttavia, il deposito del ricorso è avvenuto tramite PEC il 28 novembre 2025, mentre la scadenza legale era fissata al 31 ottobre 2025. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa del mancato rispetto dei rigidi termini di impugnazione penale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di quattromila euro a favore della Cassa delle ammende, senza che i giudici potessero esaminare i motivi del ricorso nel merito.
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Termini di impugnazione penale: ricorso tardivo, condanna e multa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso perché presentato oltre il termine di 15 giorni previsto dalla legge. La sentenza impugnata era stata letta in udienza il 14 febbraio, ma il ricorso è stato depositato solo il 4 marzo, quindi fuori tempo massimo. Questa decisione sottolinea l'importanza cruciale di rispettare i termini di impugnazione penale, la cui violazione impedisce al giudice di esaminare il merito della questione. Di conseguenza, il ricorrente non solo ha perso la possibilità di far valere le proprie ragioni, ma è stato anche condannato al pagamento delle spese processuali e di una multa di 3.000 euro.
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Termini impugnazione penale: salvo l’appello spedito l’ultimo giorno
Un imputato, condannato per appropriazione indebita, presenta appello tramite raccomandata spedita l'ultimo giorno utile. La Corte d'Appello lo dichiara inammissibile perché l'atto è arrivato in cancelleria dopo la scadenza. La Corte di Cassazione interviene e chiarisce un principio fondamentale sui termini impugnazione penale: in caso di spedizione postale, conta la data di invio e non quella di ricezione. L'appello era quindi valido. Tuttavia, dato il tempo trascorso, la Cassazione dichiara il reato estinto per prescrizione, annullando la condanna penale. Il caso viene però rinviato a un giudice civile per decidere sul risarcimento del danno alla vittima.
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Termine impugnazione penale: rito cartolare e decorrenza
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché presentato oltre il termine di impugnazione penale di 15 giorni. Nel caso del rito cartolare con motivazione depositata contestualmente al dispositivo, il termine decorre dalla data della comunicazione del dispositivo stesso, non essendo necessaria una notifica successiva della sentenza completa.
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Termini impugnazione penale: il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Procuratore Generale. L'appello contro una sentenza di prescrizione è stato presentato fuori dai termini impugnazione penale, rendendolo tardivo e nullo. La decisione sottolinea l'importanza del rispetto delle scadenze processuali.
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Termine impugnazione penale: ricorso tardivo è out
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione depositato oltre il termine di 45 giorni previsto dalla legge. Il caso analizza il calcolo del termine impugnazione penale, che decorre dalla comunicazione del deposito della sentenza al difensore, e chiarisce l'inapplicabilità delle nuove norme della Riforma Cartabia a sentenze emesse prima della sua entrata in vigore. La tardività ha comportato la condanna dell'imputata al pagamento delle spese processuali e di una cospicua sanzione pecuniaria.
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Termine impugnazione penale e Riforma Cartabia
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46227/2023, ha dichiarato inammissibile un ricorso, chiarendo un punto fondamentale sul termine impugnazione penale. La Corte ha stabilito che la proroga di quindici giorni introdotta dalla Riforma Cartabia non ha effetto retroattivo e si applica solo alle sentenze pronunciate dopo il 30 dicembre 2022. Di conseguenza, un appello proposto contro una sentenza precedente a tale data è stato ritenuto tardivo perché non beneficiava della nuova normativa.
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