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Tempus Regit Actum

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Provvedimenti

Responsabilità amministratore: Cassazione su prospetti
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione irrogata da un'autorità di vigilanza a un amministratore (Vice Presidente del CdA) di un istituto bancario per l'omissione di informazioni cruciali nei prospetti informativi. Il caso verteva sulla mancata indicazione del fenomeno del 'capitale finanziato', ovvero prestiti erogati dalla stessa banca per l'acquisto delle proprie azioni. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la responsabilità dell'amministratore sussiste anche in assenza di deleghe operative specifiche, in virtù del dovere generale di agire informati e di vigilare attivamente. È stato inoltre confermato che, in questo tipo di illeciti, la colpa è presunta e spetta all'amministratore provare di aver agito con la dovuta diligenza.
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Usucapione Servitù: La Valutazione delle Prove
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che riconosce l'usucapione di una servitù di elettrodotto. La sentenza chiarisce che la valutazione delle prove testimoniali e documentali, anche se contrastanti, spetta esclusivamente al giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità, se la motivazione è logica e coerente. Il caso riguardava la richiesta di rimozione di un traliccio, ma la società convenuta ha provato il possesso ultraventennale, ottenendo il riconoscimento della usucapione servitù.
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Onere della prova per contributi di bonifica: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22199/2025, ha chiarito la ripartizione dell'onere della prova in materia di contributi di bonifica. In presenza di un piano di classifica approvato, si presume il beneficio per l'immobile incluso nel perimetro consortile. Spetta quindi al contribuente, e non al consorzio, fornire la prova contraria, dimostrando la mancanza di un vantaggio diretto e specifico derivante dalle opere. La Corte ha inoltre stabilito che le nuove norme sull'onere della prova nel processo tributario (art. 7, comma 5-bis, d.lgs. 546/1992) non sono retroattive e si applicano solo ai giudizi instaurati dopo il 16 settembre 2022.
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Divieto licenziamento covid: non si applica retroattivamente
Un lavoratore ha impugnato il proprio licenziamento, sostenendo che violasse il divieto di licenziamento covid introdotto dalla normativa emergenziale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la sospensione dei licenziamenti si applica solo alle procedure avviate a partire dal 23 febbraio 2020. Poiché in questo caso la procedura era iniziata prima di tale data, il divieto non era applicabile.
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Sospensione termini impugnazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, stabilendo che la sospensione termini impugnazione prevista dalla normativa sulla definizione agevolata delle liti fiscali (L. 197/2022) si applica anche al caso di specie. La Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado aveva erroneamente dichiarato tardivo l'appello dell'ente, senza considerare la proroga di undici mesi. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame del merito.
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Ricorso Cassazione personale: avvocato obbligatorio
Un imputato, condannato in appello per reati legati agli stupefacenti, ha presentato un ricorso per Cassazione personale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, applicando la modifica normativa introdotta dalla Riforma Orlando (L. 103/2017), che ha reso obbligatoria la sottoscrizione del ricorso da parte di un avvocato cassazionista. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione alla Cassa delle Ammende.
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Compartecipazione spesa: escluse pensioni disabilità
La Corte d'Appello di Bologna ha confermato la decisione del Tribunale, stabilendo che la pensione di invalidità e l'indennità di accompagnamento non possono essere considerate reddito ai fini della compartecipazione alla spesa per i servizi socio-sanitari. La Corte ha ritenuto illegittima la delibera comunale che includeva tali emolumenti nel calcolo, disapplicandola. La decisione si fonda sul principio che tali somme hanno natura compensativa e non reddituale, un orientamento consolidato dalla giurisprudenza amministrativa e poi recepito dal legislatore.
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Melassa per narghilè: la buona fede salva dalla multa
La Corte d'Appello conferma l'annullamento di sanzioni per la detenzione di melassa per narghilè. Decisivo l'errore in buona fede dell'esercente, basato su un'interpretazione normativa prevalente prima di un successivo chiarimento della Cassazione. La corte ha ritenuto non punibile la condotta.
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Pagamento diretto subappaltatore: la regola del tempo
Un'impresa subappaltatrice ha richiesto il pagamento diretto a diverse Amministrazioni pubbliche a seguito dell'inadempimento dell'appaltatore principale. La Corte di Appello di Roma ha respinto la richiesta, stabilendo un principio fondamentale: la disciplina applicabile ai pagamenti è quella in vigore al momento della pubblicazione del bando di gara del contratto principale, non quella successiva vigente al momento della stipula del subappalto. Nel caso specifico, la normativa applicabile (anteriore al D.Lgs. 163/2006) prevedeva solo una facoltà, e non un obbligo, per la stazione appaltante di procedere al pagamento diretto subappaltatore. La Corte ha quindi confermato la totale autonomia tra il contratto di appalto e quello di subappalto.
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