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Strumento Urbanistico

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Provvedimenti

Obbligo dichiarativo: stop ICI se il Comune sa già
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26921/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di ICI (e per estensione IMU): l'obbligo dichiarativo a carico del contribuente viene meno quando la variazione che determina l'imponibilità (in questo caso, la trasformazione di un terreno da agricolo a edificabile) è causata da un atto del Comune stesso. Se l'ente impositore è l'autore della modifica e quindi ne è già a conoscenza, richiedere al cittadino una dichiarazione formale diventa un adempimento superfluo. La decisione si fonda sul principio di collaborazione e buona fede che deve governare i rapporti tra Fisco e contribuente.
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Indennità di esproprio: vale l’edificabilità legale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2490/2024, ha rigettato il ricorso di alcuni proprietari terrieri che chiedevano una maggiore indennità di esproprio. I giudici hanno ribadito che la valutazione di un terreno ai fini espropriativi si basa esclusivamente sull'edificabilità legale, ovvero quella prevista dagli strumenti urbanistici vigenti, e non sulla cosiddetta edificabilità di fatto, cioè la potenziale vocazione edificatoria dell'area.
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Suscettività edificatoria: quando si tassa la vendita?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1881/2024, chiarisce i presupposti per la tassazione della plusvalenza derivante dalla vendita di terreni. Il caso riguardava un terreno, formalmente agricolo, per il quale l'Agenzia delle Entrate riteneva sussistente una 'suscettività edificatoria' di fatto basata su atti comunali preliminari. La Corte ha stabilito che, ai fini fiscali, non sono sufficienti atti meramente programmatici o prodromici, ma è necessario un atto formale, come una variante urbanistica adottata dal Comune, che modifichi la destinazione del terreno, anche se non ancora definitivamente approvato a livello regionale. Di conseguenza, la plusvalenza non era tassabile.
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Distanze legali tra costruzioni: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di arretramento per una nuova costruzione che violava le distanze legali tra costruzioni. L'ordinanza chiarisce che la distanza minima di 10 metri, prevista dal D.M. 1444/1968, prevale sui regolamenti locali, i balconi devono essere inclusi nel calcolo e la norma si applica anche se una sola delle pareti frontistanti è finestrata.
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Terreno edificabile IVA: la Cassazione fa chiarezza
Una società vendeva un terreno classificato come agricolo dal suo certificato urbanistico. L'Agenzia Fiscale sosteneva fosse un terreno edificabile, basandosi sul prezzo elevato e una precedente rivalutazione. La Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia, confermando che, ai fini fiscali, la edificabilità di un'area si determina unicamente sulla base degli atti di pianificazione urbanistica ufficiali. Fattori come il valore di mercato o le intenzioni delle parti sono irrilevanti per definire lo status legale del bene ai fini IVA.
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