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Status Libertatis

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Provvedimenti

Ricorso per saltum: quando è inammissibile
Un imputato, a cui era stata negata la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari, ha presentato ricorso per saltum direttamente in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché tale rimedio è previsto solo per le ordinanze che applicano per la prima volta una misura cautelare. Tuttavia, in applicazione del principio del 'favor impugnationis', ha convertito il ricorso in appello, trasmettendo gli atti al giudice competente.
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Arresto in quasi flagranza: legittimo con video
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che non convalidava l'arresto di due individui per rissa. La Corte ha stabilito che l'arresto in quasi flagranza è legittimo se basato sulla visione in tempo reale dei fatti tramite videosorveglianza da parte di un operatore di polizia e sul successivo, immediato riconoscimento dei sospettati presentatisi in caserma. La valutazione del giudice deve essere 'ex ante', basata sulla situazione nota alla polizia al momento dell'atto, e non su indagini successive.
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Affidamento in prova all’estero: la Cassazione
Un condannato in affidamento in prova ha richiesto di poter proseguire la misura in Romania per motivi di lavoro. La richiesta è stata inizialmente negata dal magistrato di sorveglianza e l'appello dichiarato inammissibile. La Corte di Cassazione ha annullato tali decisioni, stabilendo che i provvedimenti che incidono sulla libertà personale, come il diniego di un trasferimento, sono sempre ricorribili in Cassazione ai sensi dell'art. 111 della Costituzione. Nel merito, la Corte ha affermato il principio secondo cui l'affidamento in prova all'estero, in un altro paese dell'Unione Europea, è consentito in base al principio di mutua collaborazione e fiducia, e l'autorità italiana non può negarlo basandosi su una valutazione preventiva dell'efficacia dei controlli dello Stato estero.
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Sostituzione misura cautelare: il tempo non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo che chiedeva la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. La sentenza chiarisce che per una sostituzione misura cautelare non è sufficiente il mero decorso del tempo, ma sono necessari fatti nuovi che dimostrino un'effettiva attenuazione del pericolo di recidiva, pericolo che nel caso di specie è stato ritenuto ancora concreto e attuale.
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