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Sospensione Termini Custodia Cautelare

Definizione

Provvedimento con cui il giudice, in casi di particolare complessità del processo, può sospendere il conteggio della durata massima della custodia cautelare per evitare scarcerazioni automatiche.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sospensione termini custodia cautelare e nuove perizie in aula
La Corte di assise ha disposto la sospensione termini custodia cautelare a carico dell'imputato a causa della particolare complessità del dibattimento. Durante la fase finale del processo, il giudice ha ordinato una nuova perizia balistica e l'audizione di un testimone, accogliendo sollecitazioni avanzate anche dalla difesa. L'imputato ha impugnato il provvedimento, lamentando che l'assunzione di nuove prove non potesse giustificare il prolungamento della carcerazione e contestando l'assenza di un termine finale espresso. Il Tribunale del riesame e la Corte di Cassazione hanno respinto il ricorso. I giudici hanno chiarito che le nuove esigenze probatorie sopravvenute rendono legittimo bloccare i termini per evitare scarcerazioni automatiche, purché si rispetti il limite massimo stabilito dalla legge.
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Sospensione termini custodia cautelare: ricorso inammissibile in Cassazione
Un Lavoratore ha impugnato la decisione che negava l'inefficacia di una misura cautelare custodiale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il Lavoratore lamentava violazioni procedurali nella sospensione dei termini di custodia cautelare, sostenendo la mancata garanzia del contraddittorio. La Corte ha chiarito che la richiesta di rimessione del processo comporta automaticamente la sospensione di tutti i termini processuali, inclusi quelli di custodia. Ha inoltre evidenziato che l'ordinanza di sospensione non era stata impugnata tempestivamente. Di conseguenza, il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende.
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Sospensione termini custodia cautelare e rinvio richiesto
L'Imputato ha richiesto la declaratoria di inefficacia della misura detentiva per intervenuta scadenza dei termini massimi. Il Giudice dell'udienza preliminare e il Tribunale del riesame hanno rigettato l'istanza. Il giudice ha applicato la sospensione termini custodia cautelare per un rinvio d'udienza sollecitato dai coimputati. L'Imputato ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che la sospensione non dovesse gravare sulla propria posizione, avendo egli rifiutato il rito abbreviato scelto dagli altri imputati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Il difensore dell'Imputato ha prestato espresso consenso al rinvio e non ha richiesto la separazione dei processi. Di conseguenza, il periodo di differimento ha legittimamente prolungato il computo dei termini di custodia cautelare per tutte le parti processuali coinvolte nell'udienza.
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Sospensione termini custodia cautelare: la complessità processuale vince sul ricorso
Un Lavoratore ha proposto ricorso contro la decisione di sospendere i termini della sua custodia cautelare. Il Tribunale aveva respinto il suo appello, confermando la sospensione disposta dalla Corte di Assise a causa della complessità del processo. Questa complessità derivava dal numero elevato di testimoni e dalla necessità di traduzione simultanea. La difesa del Lavoratore ha sostenuto la mancanza di motivazione e la lentezza del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la decisione del Tribunale fosse ben motivata e che la valutazione della complessità del processo, che giustifica la **sospensione termini custodia cautelare**, è un accertamento di fatto non sindacabile in Cassazione se adeguatamente argomentato. Il Lavoratore ha perso il ricorso e deve pagare le spese processuali.
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Sospensione Termini Custodia Cautelare: Complessità Processuale vs. Libertà
Un imputato, coinvolto in reati di stupefacenti e tentata estorsione, ha contestato la legittimità della sospensione termini custodia cautelare. Questa sospensione era stata disposta per consentire una complessa perizia di trascrizione di intercettazioni. Il ricorrente lamentava la mancanza di richiesta del PM e l'assenza di motivazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la sospensione è legittima in caso di dibattimento complesso che richiede una perizia necessaria e inevitabile, anche se non si è sentita la difesa, soprattutto se tale questione non è stata sollevata in appello.
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Sospensione termini custodia cautelare: automatica anche senza stasi?
Un Lavoratore ha impugnato un'ordinanza che aveva confermato la validità della **sospensione termini custodia cautelare** durante l'emergenza COVID-19. La Corte di Cassazione ha stabilito che la sospensione dei termini massimi delle misure cautelari era automatica per tutti i procedimenti penali, incluse le indagini preliminari, se non era stata presentata una richiesta esplicita di procedere da parte della difesa. Questa decisione mirava a evitare che indagati e difese potessero trarre vantaggio dall'inerzia processuale imposta dalla normativa emergenziale. Il ricorso del Lavoratore è stato respinto.
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Sospensione termini custodia cautelare tra rinvii e complessità
Il Tribunale del riesame confermava il provvedimento con cui il giudice dell'udienza preliminare disponeva la sospensione termini custodia cautelare a carico di diciannove imputati. L'ordinanza motivava la decisione richiamando la complessità probatoria, i quindici capi di imputazione per reati di criminalità organizzata e la durata necessaria per le discussioni difensive. L'Imputato proponeva ricorso per cassazione denunciando la violazione dei termini massimi di carcerazione preventiva e la presunta illegittimità dei rinvii dell'udienza. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Imputato. I Supremi Giudici hanno chiarito che il provvedimento cautelare si fonda su una valutazione prognostica legittima dell'attività processuale da compiere. La Corte ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Sospensione termini custodia cautelare Covid: automatica o su richiesta?
Un indagato ha chiesto il rilascio dalla custodia in carcere, sostenendo che i termini massimi di durata delle misure cautelari nelle indagini preliminari fossero scaduti. Il Tribunale ha respinto la richiesta, applicando la sospensione termini custodia cautelare prevista dalle norme emergenziali Covid-19. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che la sospensione dei termini di custodia cautelare era automatica per le indagini preliminari, a meno che l'indagato o il suo difensore non avessero espressamente chiesto di procedere. Non era necessario un provvedimento formale o una stasi concreta del procedimento.
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Sospensione termini custodia cautelare: stop a scarcerazioni facili
Un imputato per reati di criminalità organizzata ha contestato la sospensione termini custodia cautelare disposta durante il giudizio abbreviato. La difesa sosteneva che le difficoltà logistiche, il numero elevato di imputati e il carico di lavoro del tribunale non giustificassero il prolungamento della misura restrittiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato. I giudici hanno chiarito che la complessità del processo penale legittima il blocco dei termini anche nei riti speciali. Tale complessità deriva legittimamente dalla riunione di più procedimenti, dall'elevato numero di parti coinvolte, dalla gravità delle imputazioni e dalle ingenti risorse organizzative richieste per la celebrazione del dibattimento.
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Sospensione dei termini di custodia cautelare: sì alla scadenza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato per reati di associazione mafiosa e traffico di stupefacenti contro l'ordinanza che disponeva la sospensione dei termini di custodia cautelare. L'imputato contestava la legittimità del provvedimento, emesso il giorno stesso della scadenza dei termini, e la reale complessità del processo. La Suprema Corte ha chiarito che la sospensione dei termini di custodia cautelare può essere disposta fino all'ultimo giorno utile. Inoltre, la particolare complessità del giudizio abbreviato deve essere valutata con un giudizio prognostico sulle attività ancora da compiere. Nel caso specifico, la presenza di venti coimputati, la gravità delle accuse e la mole di intercettazioni e atti da esaminare giustificano ampiamente la misura, confermando la correttezza della decisione del giudice di merito.
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Sospensione termini custodia cautelare: rigore nei maxi-processi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro il provvedimento che disponeva la sospensione termini custodia cautelare durante il dibattimento. L'imputato contestava la complessità del processo, ritenendo che la misura fosse un espediente per allungare i tempi delle indagini. I giudici di legittimità hanno invece confermato la correttezza della decisione del Tribunale del Riesame. La sospensione è stata ritenuta pienamente giustificata dalla complessità oggettiva del dibattimento, caratterizzato da numerosi imputati e da gravi contestazioni di associazione mafiosa. Di conseguenza, l'imputato rimane in custodia cautelare e deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Sospensione termini custodia cautelare: negata la scarcerazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso de L'Imputato contro il provvedimento che disponeva la sospensione termini custodia cautelare. Il ricorrente lamentava l'uso improprio di tale misura, sostenendo che servisse a prolungare le indagini in violazione dei principi di ragionevole durata del processo. La Suprema Corte ha chiarito che la decisione del Tribunale del Riesame era ampiamente motivata dalla complessità del dibattimento, caratterizzato da numerosi imputati e contestazioni per reati di associazione mafiosa. Trattandosi di contestazioni di merito, non valutabili in sede di legittimità, il ricorso è stato rigettato. L'Imputato resta in custodia e dovrà pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Sospensione dei termini di custodia cautelare: carcere confermato
Un indagato, arrestato all'estero per gravi reati tra cui rapina e spaccio, ha richiesto la scarcerazione eccependo la scadenza dei termini massimi di detenzione. La difesa sosteneva l'inapplicabilità della sospensione dei termini legata all'emergenza Covid-19. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la sospensione dei termini di custodia cautelare prevista dalla normativa emergenziale opera in modo automatico per legge. Tale blocco si estende anche ai termini delle indagini preliminari, prolungando legittimamente la durata della misura cautelare, salvo espressa richiesta contraria dell'indagato. Di conseguenza, l'indagato rimane in carcere.
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Sospensione termini custodia cautelare: negata la scarcerazione
Il Detenuto ha richiesto la scarcerazione sostenendo che i termini massimi della sua custodia in carcere fossero scaduti il 12 aprile 2021. Egli riteneva inapplicabile al suo caso la normativa emergenziale sul Covid-19. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la sospensione termini custodia cautelare prevista durante la pandemia si applica anche ai procedimenti in cui la scadenza finale cadeva oltre l'11 novembre 2020. Di conseguenza, il periodo di custodia è stato legittimamente prolungato per via della sospensione ex lege dal 9 marzo all'11 maggio 2020. Il ricorrente resta quindi in carcere e deve pagare le spese processuali.
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Sospensione dei termini di custodia cautelare: la guida
L'Imputato ha proposto ricorso per Cassazione contro il rigetto della richiesta di scarcerazione per decorrenza dei termini di custodia cautelare. La difesa sosteneva che la sospensione dei termini per la complessità del processo dovesse limitarsi ai soli giorni di effettiva udienza. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché la condanna principale è diventata definitiva, facendo cessare la misura cautelare. La Corte ha comunque ribadito che la sospensione dei termini di custodia cautelare per complessità del dibattimento si applica all'intero periodo del giudizio e non solo ai giorni di udienza.
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Sospensione dei termini di custodia cautelare: ricorso inutile
L'Imputato ha proposto ricorso contro la decisione del Tribunale del Riesame che confermava la sospensione dei termini di custodia cautelare per la complessità del processo di primo grado. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse. Infatti, il processo di primo grado si è concluso con rito abbreviato entro i termini ordinari di nove mesi. Di conseguenza, la sospensione non ha prodotto alcun effetto pratico negativo sulla libertà dell'imputato, rendendo inutile qualsiasi pronuncia di annullamento. La Corte ha inoltre confermato che, anche nel merito, la sospensione era giustificata dalla complessità delle indagini per reati associativi e omicidio aggravato. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Sospensione dei termini di custodia cautelare: calcolo e limiti
Il Ricorrente, sottoposto a custodia in carcere, ha impugnato l'ordinanza che disponeva la sospensione dei termini di custodia cautelare. La difesa sosteneva che il provvedimento fosse tardivo, poiché emesso il giorno stesso della scadenza dei termini, e illegittimo, in quanto adottato nella fase degli atti preliminari al giudizio d'appello. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che il giorno di scadenza termina alle ore 24:00, rendendo tempestivo il provvedimento adottato alle 17:05. Inoltre, la sospensione dei termini di custodia cautelare può essere legittimamente disposta anche durante la fase degli atti preliminari, non appena il giudice d'appello riceve gli atti e rileva la particolare complessità del processo.
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Sospensione termini custodia cautelare: nessun rilascio
Un indagato per omicidio volontario ha chiesto la scarcerazione sostenendo la scadenza dei termini di custodia cautelare durante le indagini preliminari. La difesa riteneva inapplicabile la sospensione dei termini legata all'emergenza sanitaria Covid-19. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la sospensione termini custodia cautelare opera anche nella fase delle indagini se in quel periodo pendeva un termine processuale, come quello per la fissazione dell'incidente probatorio. Di conseguenza, i termini non sono scaduti e l'indagato rimane in carcere.
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Sospensione termini custodia cautelare: arresti ancora validi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato per tentato omicidio, confermando la validita della sua custodia cautelare agli arresti domiciliari. Il giudice di primo grado aveva dichiarato la fine della misura per scadenza dei termini, ma il Tribunale del Riesame ha ribaltato la decisione. La Cassazione ha chiarito che, durante l'emergenza sanitaria, la sospensione termini custodia cautelare prevista dal Decreto Cura Italia (D.L. 18/2020) si applica automaticamente anche nella fase delle indagini preliminari. Per evitare tale sospensione e far correre i termini, la difesa avrebbe dovuto presentare una formale e specifica richiesta di procedere al Pubblico Ministero, titolare delle indagini. Non avendolo fatto, i termini di custodia sono rimasti congelati e non sono scaduti.
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Sospensione dei termini di custodia cautelare: l’assente perde
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso de L'Imputato contro l'ordinanza che confermava la sospensione dei termini di custodia cautelare. L'Imputato sosteneva che il termine per impugnare la sospensione decorresse dalla notifica personale del provvedimento, essendo egli assente all'udienza. La Suprema Corte ha chiarito che, avendo L'Imputato rinunciato a comparire ed essendo rappresentato dal difensore di fiducia presente in udienza, nessuna notifica personale era dovuta. Di conseguenza, il termine per l'impugnazione decorreva dalla lettura del provvedimento in aula. La decisione ribadisce che per la sospensione dei termini è necessario solo garantire il contraddittorio con la difesa, senza richiedere la presenza fisica dell'imputato. L'Imputato perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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