La Corte di Cassazione ha confermato la revoca del sequestro probatorio di numerosi documenti e spartiti musicali di Charlie Chaplin, temporaneamente custoditi in Italia per la digitalizzazione. Il Procuratore contestava il reato di esportazione illecita di beni culturali, sostenendo che l'assenza di una formale dichiarazione di interesse culturale non escludesse il reato. La Suprema Corte, pur confermando in astratto che l'esportazione illecita di beni culturali può configurarsi anche senza una formale dichiarazione pubblica e su beni stranieri, ha rigettato il ricorso. Nel caso specifico, i documenti appartenevano a soggetti esteri, si trovavano in Italia solo temporaneamente per motivi di studio e non presentavano alcun legame culturale con il territorio nazionale, escludendo così qualsiasi illecito penale.
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