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socio superstite

Definizione

Il partner che rimane in una società dopo che un altro partner è uscito dalla compagine sociale per recesso, morte o esclusione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Cancellazione società e crediti: la Cassazione ribalta la presunzione di rinuncia
Un socio superstite di una società cancellata dal Registro delle Imprese ha cercato di recuperare crediti da una banca. La Corte d'Appello aveva respinto la sua richiesta, presumendo una rinuncia al credito da parte della società estinta, poiché i crediti non erano stati inclusi nel bilancio di liquidazione. La Corte di Cassazione ha cassato questa decisione. Ha stabilito che la cancellazione di una società non implica automaticamente la rinuncia a crediti incerti o illiquidi. La presunzione di rinuncia, infatti, richiede una prova rigorosa di una volontà abdicativa chiara e inequivocabile. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione sulla questione della Cancellazione società e crediti.
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Morte del socio e quota ereditaria: l’erede non diventa socio
Alla morte di una socia titolare del cinquanta per cento di una società di persone, un testamento falso nominava la socia superstite unica erede, estromettendo l'erede legittimo. Dopo aver scoperto la falsità del documento, l'Erede ha chiesto di subentrare nella proprietà della quota societaria. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta. Nel caso di morte del socio e quota ereditaria, gli eredi non entrano automaticamente nella compagine sociale. Senza un esplicito accordo di prosecuzione tra il socio superstite e l'erede reale, la legge riconosce unicamente il diritto di credito relativo al valore economico della partecipazione. L'appropriazione della quota da parte della socia superstite sulla base di un falso testamento dimostra l'assenza di qualsiasi intesa. Pertanto, l'Erede ottiene solo il corrispettivo pecuniario calcolato al momento del decesso.
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Scioglimento comunione ereditaria: paga la società, non il socio
Due fratelli ereditano la quota del 98% di una società di persone appartenuta al padre defunto. Uno dei fratelli, già socio al 2%, mette la società in liquidazione. Nel giudizio per lo scioglimento della comunione ereditaria, la Corte d'Appello attribuisce l'azienda al fratello socio e lo condanna a pagare un conguaglio all'altro. La Cassazione accoglie il ricorso del fratello socio: alla morte del socio di una società di persone, gli eredi non diventano soci ma acquistano solo un diritto di credito alla liquidazione della quota nei confronti della società stessa. Il giudice della divisione doveva limitarsi a dividere pariteticamente questo credito tra i coeredi, senza liquidare direttamente la quota o condannare un coerede a pagare l'altro, poiché tale debito grava sulla società e non sul singolo socio.
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Preliminare cessione azienda: che fare se un socio recede?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto preliminare di cessione d'azienda resta valido anche se uno dei due soci della società venditrice recede prima della stipula del contratto definitivo. Il socio superstite ha pieni poteri per rappresentare la società e concludere l'affare, poiché la società non si scioglie immediatamente ma rimane pienamente operativa per un periodo di sei mesi. Di conseguenza, il ricorso del promissario acquirente, che si rifiutava di concludere l'acquisto, è stato respinto.
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